L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 2 luglio 2021

Cosa ci sta a fare la marina militare italiana ai confini con la Russia? Se la Nato vuole provocare questa nazione l'Italia abbia il coraggio di non partecipare



1 LUGLIO 2021

La Russia non cede nel Mar Nero e mette in guardia anche l’Italia. Il ministero della Difesa russo ha rilasciato un comunicato in cui ha detto di monitorare la fregata Virginio Fasan della Marina Militare italiana appena entrata nel Mar Nero. Lo riporta l’agenzia russa Tass. Una dichiarazione stranamente molto netta nei confronti dell’Italia, con cui di solito la Russia mantiene rapporti abbastanza distesi anche quando i mezzi italiani sono coinvolti sulla frontiera baltica o quella dell’Europa orientale.

Lo Stato Maggiore, come riporta Agi, ha riferito che le manovre della nave Virginio Fasan “rientrano nelle normali attività svolte sotto il controllo della Nato response force (Nrf) che opera sotto il Comando della componente marittima alleata (Marcom Northwood)”. Il comunicato ribadisce che “la fregata Virginio Fasan, flagship dello Standing Nato Maritime group 2 (Snmg2) sta partecipando all’esercitazione multinazionale ‘Sea Breeze 2021’ in corso di svolgimento, fino al 10 luglio, nell’area nord-occidentale del Mar Nero e nell’Ucraina del Sud. Le manovre vedranno la partecipazione di oltre 30 Paesi Nato”.

Il segnale lanciato da Mosca per il Virginio Fasan è molto chiaro. Da una parte, il Cremlino fa capire come sia molto attento a quanto avviene nel Mar Nero, soprattutto in concomitanza con le esercitazioni “Sea Breeze 21” che vedono coinvolte decine di nazioni sotto la direzione Nato e degli Stati Uniti. Le manovre, cui partecipa la Sesta Flotta americana e in cui sono coinvolte anche le forze asiatiche più legate a Washington, sono particolarmente importanti perché rappresentano il primo show di forza della presidenza Biden nel mare tra Russia e Turchia dopo l’incontro tra il presidente Usa e Vladimir Putin. Una manovra che rappresenta anche la prima vera estensione delle operazioni Nato anche a Paesi asiatici e africani: un tema che è stato particolarmente battuto da parte dell’Alleanza Atlantica soprattutto dopo l’arrivo di Biden a Bruxelles.

Ma l’annuncio da parte del Cremlino è importante anche per quello che è avvenuto nei giorni scorsi davanti alla Crimea, quando la nave britannica Hms Defender è stata coinvolta in un incidente con le forze russe dopo essersi avvicinata alla costa di Capo Fiolent, non lontano dalla base russa di Sebastopoli. L’episodio, che ha visto anche il decollo di diversi Sukhoi Su-24 e spari da parte di una motovedetta russa, è stato uno dei momenti più delicati nei rapporti tra Londra e Mosca. Nelle ultime ore è arrivata anche la conferma che insieme alla nave britannica vi fosse una nave olandese, la Hnlms Evertsen, che fa parte insieme al Defender del gruppo multinazionale di supporto alla portaerei Queen Elizabeth. Putin ha descritto l’evento come una “complessa provocazione organizzata da Stati Uniti e Regno Unito”. “Anche se quella nave fosse stata affondata non sarebbe scoppiata la Terza Guerra Mondiale. Ma, nel caso di una simile evenienza, loro non potrebbero vincere questo potenziale conflitto”, ha concluso il presidente russo.

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