L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 16 luglio 2021

Euroimbecilandia che non ha Costituzione, bocciata ogni volta presentata al voto dei popoli, attraverso le sue istituzioni vuole annullare anche con ricatti economici le Costituzioni che ogni popolo si è dotato

La riforma giudiziaria polacca “non è compatibile” con il diritto UE

-15 Luglio 2021


La massima corte dell’Unione europea ha stabilito che la riforma giudiziaria polacca per disciplinare i giudici non è compatibile con le leggi dell’Unione.
Perchè la riforma giudiziaria polacca non va bene?

La CGE con sede a Lussemburgo ha detto che la nuova camera disciplinare istituita presso la Corte suprema della Polonia “non fornisce tutte le garanzie di imparzialità e indipendenza e, in particolare, non è protetta dall’influenza diretta o indiretta del legislatore e dell’esecutivo polacchi”. La Corte di giustizia aveva già detto alla Polonia di fermare immediatamente tutti i procedimenti presso la camera disciplinare.

Cosa impone la riforma giudiziaria polacca

La legge polacca sulla riforma del sistema giudiziario è entrata in vigore nel febbraio dello scorso anno. Impedisce ai giudici di deferire questioni di diritto alla Corte di giustizia europea. Ha istituito una camera disciplinare per sorvegliare i giudici polacchi, con il potere di revocare la loro immunità per esporli a procedimenti penali o tagliare i loro stipendi. La sentenza della corte UE arriva un giorno dopo che la stessa corte ha ordinato alla Polonia di cessare tutte le attività della camera. Se la Polonia non si adegua, potrebbe affrontare sanzioni finanziarie.

La reazione della Polonia

La massima corte polacca, tuttavia, ha detto ieri che le misure provvisorie imposte dalla Corte di giustizia europea alla camera disciplinare polacca contravvengono alla costituzione polacca. Inoltre ritiene che la Polonia non dovrebbe seguirle perchè la sentenza sfida un principio chiave dell’UE di primato delle leggi europee su quelle nazionali. Questo non significa che Varsavia deve ora seguire le orme del Regno Unito e innescare la procedura formale di divorzio dall’UE. Ma sta subendo una de-facto “Polexit legale del sistema giudiziario”, ha detto un funzionario dell’UE, allontanandosi ulteriormente dal blocco.

Le opinioni dei politici

I partiti dell’opposizione polacca dicono che il processo potrebbe alla fine portare il paese a lasciare l’UE. Il portavoce del governo Piotr Muller ha detto all’emittente pubblica TVP1 che con le sue sentenze, la Corte di giustizia europea stava “cercando di acquisire le competenze degli stati membri” in materia giudiziaria. “È un tentativo di dare alle istituzioni dell’UE competenze al di là di quelle che sono state concesse nei trattati”, ha detto. Il governo sostiene che le riforme sono necessarie per affrontare la corruzione e porre fine ai retaggi dell’era comunista nel sistema giudiziario.

Le misure della Commissione Europea

Ma la Commissione europea dice che minano lo stato di diritto e ha cercato di riportare la Polonia, così come l’Ungheria, in linea con ciò che vede come norme democratiche europee. Separatamente, la Commissione sta iniziando nuove cause legali contro Varsavia e Budapest per aver violato i diritti LGBT, secondo un documento visto da Reuters prima del suo rilascio ufficiale più tardi oggi. L’esecutivo prenderà in esame la Polonia per non aver affrontato le preoccupazioni su alcune aree del paese che si sono dichiarate “zone libere da LGBT”.

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