L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 2 luglio 2021

Gli euroimbecilli, tra cui il nostro stregone maledetto, proni ad una nuova guerra sui terreni europei, l'impero lo esige

L’Armata Francese deve imparare comandare divisioni – Contro la Russia

Maurizio Blondet 1 Luglio 2021

“L’Armée francese non potrebbe sostenere un conflitto a lungo termine tra la NATO e la Russia a causa delle scarse risorse”: ad affermarlo è la RAND corporation – la più importante centrale di pensiero bellicista degli Stati Uniti, storica camera riservata di decisione fra il Pentagono (che l’ha fondata nel ‘46) e il complesso militare industriale.

Ora, la RAND ha emanato un rapporto sull’esercito francese – la sola forza armata degna di questo nome nell’Europa imbelle – per rispondere alla seguente domanda:

” L’armata di Francia è sufficiente come forza di supporto per gli Stati Uniti in una guerra convenzionale ad alta intensità contro la Russia sul suolo europeo?”

La risposta è nel titolo del rapporto: “ A strong ally stretched thin” – un alleato forte assottigliato”, o con forze rese esigue .

La Rand rende atto alle notevoli competenze militari dell’Armée, che le permettono di impegnarsi in missioni di ogni tipo; tuttavia esprime riserve sulla capacità dell’esercito francese di sostenere un conflitto di lunga durata. Indicano punti deboli nel suo trasporto aereo strategico, la mancanza di munizioni e i suoi sistemi di neutralizzazione delle difese aeree nemiche. Inoltre, le forze francesi presenterebbero problemi di prontezza operativa, in particolare a livello di elicotteri. Infine, gli analisti temono che la riduzione del suo budget e di ulteriori missioni all’estero, soprattutto nel Sahel, pesi in caso “di conflitto maggiore in Europa, soprattutto nei Paesi baltici”.

Del resto il “forte alleato” si prepara a diventare capace di condurre un conflitto maggiore. Per il 2023 è prevista (lo ha rivelato Economist, testa dsel seroente britannico), nella zona Champagne-Ardenne una vasta esercitazione, Orion, che vedrà manovre congiunte delle forze francesi, americane, britanniche e belghe. “Coinvolgerà l’intera gamma delle capacità militari francesi, consisterà in esercitazioni a livello di posto di comando, scenari ibridi, simulazioni e manovre di tiro dal vivo”.

Lo scopo : “restituire all’esercito francese l’abitudine di impegnare e comandare mezzi su vasti spazi e per lunghi periodi”, ha dichiarato il generale di divisione Vincent Desportes , ; un punto specificamente affrontato nel rapporto RAND. “Oggi l’armata sarebbe incapace di impegnare una divisione, e non parliamo di un corpo d’armata in grado di manovrare”. L’esercitazione Orion si iscrive appunto nell’ipotesi di un conflitto armato vasto e ad alta intensità nel prossimo futuro. L’obiettivo della simulazione è per l’armata “diventare capace, dopo sei mesi di sforzo crescente e sostenuto [ in conflitto], si sostenere un tale impegno per [altri] sei mesi”, ha detto il capo di Stato Maggiore Francois Lecontre: “Potremmo essere condotti a intervenire nella coalizione all’altezza di questo sforzo”.

Non più insomma operazioni come quella del Sahel, con 200 soldati specialisti; qui si parla di divisioni, “se non di corpi d’armata”, e la RAND progetta freddamente un conflitto con movimento di mezzi da seconda guerra mondiale sul suolo europeo, primariamente germanico. Come è accaduto nei due precedenti conflitti mondiali, ‘Europa si avvia a inenarrabili tragedie con passo da sonnambulo. Che l’idea di un incontro UE-Russia , proposto da Merkel e Macron e subito accettato da Putin, sia stato liquidato per l’opposizione degli insignificanti paesi baltici e della Polonia, nonostante il recente incontro a Ginevra fra Putin e Biden segnalo dalla volontà di normalizzare le relazioni, ci dice che forze oscure ed allo stesso tempo idiote sono all’opera dietro la NATO.

E l’Italia? Copio-incollo da Cesare Sacchetti:

Prima il regime di Draghi ha lanciato una provocazione contro la Russia attraverso la ridicola storia dell’ufficiale di Marina che vende segreti militari per pochi spicci. Ora ha mandato una nave italiana nel Mar Nero a poco distanza dalle acque territoriali russe. Il Cremlino ha già avvertito l’Italia. Stanno monitorando questa nave. Negli ultimi tre giorni abbiamo visto una escalation di provocazioni contro la Russia. Gran Bretagna, Olanda e ora l’Italia hanno mandato delle navi nel Mar Nero”.

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