L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 11 luglio 2021

Guerra dell'acqua sull'acqua - La medesima politica che ha permesso ai privati di fare i soldi con l'acqua ora vuole riportarla in ambito pubblico. La cialtroneria non finisce mai di stupire

Guerra dell'acqua, la Regione punta a riportare pubblico il bene intanto chiede nuove quantità al colosso A2A

L'assessore all'Ambiente dichiara la sua intenzione di rendere pubbliche le risorse idriche calabresi ma la concessione scadrà nel 2029. Intanto si avvia la trattativa per rispondere alle esigenze del territorio crotonese

di Luana Costa
10 luglio 2021 13:50

Ha lo sguardo determinato e fiero l’assessore all’Ambiente, Sergio De Caprio, quando dice che il suo obiettivo è rendere pubbliche le risorse idriche in Calabria. Probabilmente non sarà lui a condurre in porto l’auspicata operazione dal momento che il contratto con la società A2A scadrà tra otto anni, nel 2029. Per ora la Regione resta imbrigliata da una concessione che nei fatti privatizza un bene pubblico: l’acqua.

Acqua pubblica

«Il nostro obiettivo è rendere pubblico l’uso delle energie rinnovabili, farla diventare la prima fonte di ricchezza del popolo calabrese per l’autosufficienza e per la prosperità». Per ora resta in piedi lo scontro con le aziende agricole, soprattutto crotonesi, che impiegano maggiori quantitativi d’acqua di quelli previsti in convenzione. E l’unica via possibile resta la trattativa: «Su questi impianti irrigui negli anni – spiega il titolare delle deleghe all’Ambiente – sono state collegate anche aree per uso potabile di Cutro e di Isola di Capo Rizzuto».

Allacci domestici

Si tratta per lo più di utenze domestiche e villaggi turistici ma che aumentano la sete d’acqua. «Da un lato - spiega l’assessore – gli agricoltori devono riconvertire gli impianti di irrigazione e portarli a goccia risparmiando così del 30% la risorsa idrica, i Consorzi di Bonifica devono installate misuratori sulle tubazioni per comprendere esattamente i consumi reali e la Regione si deve fare carico di riparare le tubazioni che hanno bisogno di interventi per ridurre la dispersione».

Galleria sotterranea

È all’altezza della diga di Migliarite che avviene la distrazione della risorsa idrica incanalata attraverso una galleria sotterranea verso le centrali idroelettriche di proprietà della multinazionale anziché nelle vasche dei Consorzi per la distribuzione alle aziende agricole: «Ad A2A stiamo chiedendo di scorporare dall’accordo quattro milioni e mezzo di metri cubi d’acqua che sono devoluti per uso potabile. Su questa quantità di acqua ci aspettiamo una collaborazione seria e responsabile da parte dell’azienda».

Inasprimento delle tasse

In attesa del 2029 e dell’auspicato ritorno al pubblico dell’acqua calabrese, intanto è stata inasprita la tassa sull’uso della risorsa idrica: «Noi con la legge 5 del 2021 – spiega De Caprio - abbiamo portato da 14 a 42 euro a kilowatt la tassa per l’idroelettrico sui grandi invasi. Un provvedimento importante che porta maggiori risorse al popolo calabrese».

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