L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 28 luglio 2021

I contagi risultano dai tamponi farlocchi. Basta ridurre i cicli di rilevanza da ipotesi 35 a 25 e oplà i contaggi scompaiono perchè dobbiamo ricordare i contagiati non sono malati pochissimi lo sono e sono completamente asintomatici e gli esami si fanno perchè hanno costruito protocolli in cui sei costretto a farli pagando di tasca propria. Tangente di stato per conto dei privati

Calano i contagi nel Regno Unito, ma il merito non è solo dei vaccini: cosa succede?

27 Luglio 2021 - 17:44

Nel Regno Unito i contagi stanno diminuendo e si sta assistendo ad un lento ma costante miglioramento della situazione che non è dovuto solamente dai vaccini. Ecco cosa sta succedendo.


Nel Regno Unito, dopo alcune settimane che hanno fatto temere il peggio, la situazione sta tornando a migliorare e la curva dei contagi è tornata a dirigersi verso il basso per il sesto giorno consecutivo, riaccendendo una speranza negli inglesi. Nella giornata di ieri i nuovi casi sono stati poco meno di 25.000 facendo segnare una riduzione di circa 15.000 unità rispetto alla settimana scorsa.

Al momento è ancora troppo presto per parlare di tendenza, ma la situazione sembra che possa migliorare ancora, un scenario tanto positivo quanto inaspettato, dato che si è verificato in concomitanza con il periodo in cui nel Paese sono crollate tutte le restrizioni imposte per limitare la diffusione del virus. Ma quali sono stati i fattori che hanno permesso la riduzione dei contagi?
Calano i contagi nel Regno Unito: cosa succede?

In tutto il Regno Unito i contagi stanno diminuendo da sei giorni consecutivi e il portavoce del primo ministro ha fatto sapere che “i dati sono incoraggianti, ma non siamo ancora fuori dal tunnel”. Il rapido miglioramento della situazione epidemiologica ha tuttavia incuriosito gli esperti che hanno iniziato a domandarsi quali siano stati i fattori che abbiano permesso un tale rallentamento dei contagi. La campagna vaccinale ha sicuramente giocato un ruolo determinante, tuttavia gli scienziati sembrano concordare sul fatto che molti altri fattori abbiano contribuito ad attenuare la corsa del virus.

Uno di questi potrebbe essere la conclusione dell’anno scolastico, infatti, sebbene quasi tutti fossero asintomatici o paucisintomatici, tra la popolazione scolastica è stata riscontrata un’alta percentuale di positività: “Con la fine delle scuole sono terminati anche i viaggi in macchina insieme, le feste pomeridiane, le chiacchiere tra adulti davanti ai cancelli”, facendo ridurre anche le occasioni di contagio. Anche la conclusione degli Europei di calcio avrebbero potuto contribuire alla riduzione dei contagi. Nel periodo dei tornei le persone erano solite radunarsi in casa o in altri luoghi chiusi per assistere alle partite, permettendo dunque al virus di infettare altre persone.

Infine è necessario considerare anche l’effetto dell’immunità di gregge: al momento l’88% della popolazione ha ricevuto almeno la prima dose, secondo quanto riportato dal Corriere, mentre il 70,5% ha concluso il ciclo vaccinale. Secondo l’Office of National Statistics al momento in Inghilterra più del 90% della popolazione ha gli anticorpi contro il coronavirus ottenuti grazie al vaccino o alla guarigione dalla malattia.

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