L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 4 luglio 2021

I dati che vengono dagli Stati Uniti vengono sbugiardati dalla chiusura degli australiani nelle proprie case, dal ritorno delle Mascherate tra gli ebrei sionisti, Spagna e Portogallo chiudono, Gran Bretagna aumentano i contagiati, Giappone che limita gli spettatori per le Olimpiadi. O hanno ragione l'uno o gli altri

Servizio Immunizzati e positivi
Contagi tra i vaccinati, cosa dicono i primi studi: crollano ricoveri e vittime
Le analisi condotte negli Stati Uniti e in Canada mostrano un forte calo di contagi tra le persone immunizzate e una diminuzione ancora più netta di ricoveri e decessi

di G.Me.
3 luglio 2021

Jill Biden, moglie del presidente degli Stati Uniti, in vista a un centro vaccinale a Phoenix. Arizona (Reuters)

I punti chiave

Casi di Covid tra i vaccinati. Le notizie escono, si diffondono sui social network, creano scalpore, alimentano i sospetti dei no-vax e le teorie minoritarie ma molto condivise in rete della inutilità dei vaccini. Sono passati oltre 6 mesi dalle prime inoculazioni ed è dunque tempo di trarre i primi bilanci basandosi sui dati ufficiali forniti dalle autorità sanitarie.

Il risultato è inequivocabile: i vaccini nel mondo reale funzionano come nei test, sono efficaci nel prevenire il contagio e quando il Covid riesce a superare la loro barriera scongiurano nella stragrande maggioranza dei casi le forme gravi o letali di infezione.

Il fatto che anche tra i vaccinati ci siano casi di positività è semplicemente una non notizia: nessun vaccino infatti protegge completamente e le stesse società farmaceutiche che hanno prodotto quello contro il Covid hanno stimato livelli di protezione molto alti, ma mai del 100 per cento. Ci si può ammalare in maniera seria di Covid anche dopo essersi vaccinati? Sì, soprattutto se si è anziani e immunodepressi, ma in tutti i casi è una eventualità assai più remota.

I dati americani: pochissimi i ricoveri nei vaccinati

L’analisi più completa in materia è quella condotta finora dal Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’Agenzia nazionale sanitaria degli Stati Uniti. Secondo l’ultimo rapporto della Cdc, aggiornato al 28 giugno, più di 154 milioni di cittadini americani erano completamente vaccinati dal Covid. Ebbene, il sistema di monitoraggio sanitario in questo periodo di oltre sei mesi (la campagna vaccinale negli Usa è partita a metà dicembre) ha registrato solo 4.686 casi di ricovero o di morte in persone vaccinate. In particolare, le vittime tra i vaccinati sono state 879, di cui 223 per cause probabilmente non legate al Covid.

Per avere un termine di paragone, nel solo mese di maggio negli Usa ci sono stati 107mila ricoveri per Covid: di questi, solo 1.200 (l’1,1%) tra persone vaccinate. E a gennaio, quando l’epidemia imperversava, c’erano in media almeno 15mila ricoveri al giorno (dall’agosto 2020 al giugno 2021, è bene ricordarlo, negli Usa sono state ricoverate 2.283.486 persone). Ancora più impressionante il dato dei decessi: sempre in maggio si sono registrati oltre 18mila morti per il coronavirus, ma solo 150 tra soggetti vaccinati (lo 0,8%).

Quanto al numero complessivo di casi di positività tra i vaccinati, i dati aggiornati al 30 aprile - in seguito il Cdc ha deciso di registrare solo i casi di ricovero - mostrano in tutto 10.262 casi «breakthrough» in cui il Covid ha «bucato»le difese del vaccino. Al picco dell’epidemia nel gennaio 2021, i contagi giornalieri erano oltre 200mila al giorno, dunque i casi di Covid tra i vaccinati sono una frazione minima. ll Cdc riconosce che i dati potrebbero essere sottostimati perché molte persone vaccinate, soprattutto se asintomatiche, non si sottopongono a test. Ma la riduzione drastica dei contagi è un dato di fatto.

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