L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 14 luglio 2021

I sostenitori dei vaccini sperimentali hanno già perso per questo si irrigidiscono e vogliono imporlo

Macronvax, il mostro venuto da Big Pharma




Rinunciare alla libertà per poter essere liberi: potrebbe sembrare un controsenso se qui non fossero implicati due diversi livelli e concetti di libertà, quella fondamentale che concerne l’intangibilità della persona e quella invece più futile di accedere a locali pubblici. Questa seconda libertà di andare al bar o al ristorante sembra sembra più importante ormai della prima per cui la gente si fa iniettare qualsiasi cosa pur di non dover fare la piccola fiammiferaia di fronte al più fetido bar di periferia. Così ci hanno ridotto in almeno trent’anni di lavaggio del lavaggio del cervello e non comprendiamo che più libertà e più diritti cediamo più ce ne toglieranno. E’ triste ma è così: infatti quando Macron ha aumentato la pressione sui cittadini rendendo obbligatori i passaporti vaccinali per accedere a servizi “non essenziali” come bar, ristoranti, treni, centri commerciali e voli nazionali invece di suscitare una rivolta, ha provocato un aumento di prenotazioni della “puntura” che lunedì si sono impennate, dopo un periodo di declino, e sono aumentate di 800 mila, arrivando a una cifra che non si vedeva dal 19 aprile.

ll presidente francese ha anche giocato come il gatto con i topolini spauriti, ed è arrivato a dire che vaccinarsi era una questione di libertà, ovvero quella che lui sta togliendo senza che vi sia alcuna protesta, anche se si vanno diffondendo le notizie sempre più allarmanti sulle reazioni avverse, e se diversi studi cominciano ad evidenziare il pericolo che la proteina spike produca danni che possono manifestarsi a distanza di tempo. Ma del resto questa è la cultura che si è andata costruendo a partire dalla seconda metà degli anni ’70 ossia quella della futilità nella quale le idee, le opinioni e persino i fanatismi non nascono da convinzioni, ma da suggestioni. Basti pensare come prima del Covid il ricorso alle pratiche di medicina alternativa e un certo atteggiamento di sospetto verso i farmaci e i loro effetti collaterali, era moneta corrente tanto che qualunque cosa potesse essere spacciata come naturale era già di per sé assolutamente preferibile, nell’ingenua convinzione che ciò che è naturale non fa male o non ha effetti collaterali. Poi è arrivata la pandemia e tutti hanno invertito improvvisamente direzione e si sono attaccati alla mammella di Big Pharma cercando salvezza attraverso ciò che prima appariva sospetto, non badando in alcun modo alle assurdità e alle contraddizioni della narrazione covidiana e reclamando vaccini che in molti casi, come quelli a mRna rappresentano l’estrema artificialità possibile oltre che un unicum essendo gli unici preparati tra farmaci e vaccini diffusi senza sperimentazione.

Ad ogni modo mi colpisce la fretta con cui il potere tenta di vaccinare il più possibile visto che ha tutta l’intenzione di voler continuare sulla strada della pandemia e di trasformarla in endemia a meno di eventi per ora non prevedibili. La razza padrona sa bene che il Covid è assolutamente assimilabile a un influenza, che la vaccinazione universale non ha dunque nulla a che vedere con la salute, non più comunque delle normali patologie da virus stagionali, ma è solo un gigantesco affare che per giunta costituisce anche una prova di sottomissione e un mezzo di controllo sociale: certe esasperazioni potrebbero essere facilmente evitate. E tuttavia si va avanti: in vista di che cosa? Forse qualcuno teme che con l’avvicinarsi dell’autunno il bluff dei vaccini finisca per essere scoperchiato e dopo nessuno accetterà più la puntura? O magari si teme che con la ricomparsa dei virus stagionali vengano fuori quelle conseguenze a medio termine che alcuni ricercatori paventano? Forse la fretta è dovuta al fatto che il redde rationem sotto varie forme potrebbe arrivare quando ancora vaste fasce di popolazione non sono ancora vaccinate e potrebbero mettere in atto una forte resistenza, visto che comunque chi ha resistito al battage di un anno e mezzo è ben determinato a non farsi mettere i piedi in testa. Insomma se i non vaccinati sono troppi il tentativo di dividere la popolazione tra obbedienti con diritto al cappuccino e resistenti potrebbe rivelarsi perdente.

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