L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 17 luglio 2021

I vaccini sperimentali vengono bucati dall'evoluzione dei virus e allora a che serve il pezzetto di carta digitale che ti fa sentire privilegiato? In Italia è arrivato il momento dello zoccolo duro che non vuole fare da cavia

16 JULY 2021


La differenza c'è e si vede. Mentre in Italia si blatera ancora di pallone sulle diatribe tra il Prefetto e i due goleador Bonucci e Chiellini, in Francia si combatte per la sopravvivenza. Per l'aria che respiriamo, per la libertà che abbiamo dalla nascita, ma che vogliono toglierci in modo accanito e protervo. Per il ripristino delle libertà democratiche e costituzionali conculcate e per il contratto sociale bruscamente strappato dal novello Luigi XVI in versione petit Louis, ai suoi cittadini. Micron le Petit, del resto è un programma: decide tutto da solo nelle segrete stanze dell'Eliseo. E ora fa pure la voce grossa, parlando di 45.000 euro di multa più un anno di galera per quegli esercenti che non richiedono il pass sanitario ai loro avventori. La mia impressione è che Macron vada in cerca di guai come Luigi XVI. «Liberté, liberté», «Non à la vaccination obligatoire», «on n'est pas des cobayes». "Non siamo cavie". "Le pass ne passera pas", #Le pass de la honte. Sono questi gli slogan da parte di migliaia di persone, onesti cittadini che il peggior servizio pubblico televisivo (il nostro) liquida come "no vax". Aggiungo che nemmeno i giornaloni francesi della gauche-caviar come Le Monde e l'Express hanno il coraggio di etichettarli in questo modo, poiché sanno che si tratta di semplici cittadini che non vogliono sottostare al siero genico sperimentale per il tramite dell'inganno, del raggiro e del ricatto: il pass. Ma noi abbiamo tutto il peggio del peggio in fatto di pennivendoli. prezzolati.

A proposito dei quali, smentisco categoricamente che migliaia di persone in Francia corrano a vaccinarsi. Non è vero. La Francia si conferma la nazione d'Europa più scettica al vaccino e vanta al suo attivo due virologi di chiara fama mondiale: Luc Montagnier e Didier Raoult. Due veri onesti ricercatori, non le virostar vanesie, disoneste e vacue che abbiamo da noi. Per questo Micron le Petit cerca di fare la voce grossa e gonfia il petto come quella rana che crede di essere un bue. Mentre il popolo francese sfida i lacrimogeni e le botte della polizia, da noi si discute sui diritti delle "minoranze" sessuali e su quel ddl Zan che è stato fatto passare per un voto al Senato, grazie alla diserzione del centrodestra. Gli italiani hanno sopportato 16 mesi di arresti domiciliari e ora al 31 luglio, il governo Draghi sta per prorogare lo stato di emergenza, come se non fosse già abbastanza tutto quel che abbiamo subito. Recita così un proverbio marinaro: "Da una razza (cioè da un pesce largo e piatto ) non può saltare fuori un gattuccio (cioè un pesce lungo simile a uno squaletto). Metafora che ben si adatta alla mentalità italiana, pavida e pusilla. Capisco che gli italiani "tengono famiglia" più dei francesi, ma propongo questa galleria di filmati di varie città d'Oltralpe in queste ore di rivolta, per far capire che le misure liberticide prese da Micron , hanno dei sodali micidiali in Italia: Letta, già docente alla Sorbona e amico di Macron, il Pd, il M5s, una Lega narcotizzata "di governo" (e non più di piazza) e Farsa Italia con gli europeisti alla Tajani. Poi c'è la Meloni che finora non è mai passata dalle parole ai fatti. Ribellarsi al pass della vergogna è un dovere morale, umano e civile. Pensare di aver bisogno di un tampone, di un lasciapassare per bere un cappuccino e per mangiare una pizza è semplicemente disgustoso e rivoltante. Un abominio dei diritti civili, umani e costituzionali. Non vanno accettate in nessun modo nemmeno le misure edulcorate e compromissorie (si fa per dire) di un pass all'Italiana volute da Salvini e Gelmini che limiterebbero l'uso del green pass agli stadi, alle discoteche e ai teatri.. Sui principi di libertà, giustizia e sulla lotta alla discriminazione vaccinale, non esistono deroghe e non si deve negoziare.


A Parigi protestano e manifestano. E in molte altre città della Francia come Lille, Bordeaux, Montpellier, Perpignan, Lione, Metz, Strasburgo, Annecy, Marsiglia, Clermont Ferrand, Vichy, La Rochelle, Tolosa, St. Etienne, Dunkerque, Aix-en-Provence e numerose altre...

Giorno di Nostra Signora del Carmelo

...e che la Beata Vergine schiacci col piede la testa della serpe che avvolge e avvelena il mondo cercando di renderlo prigioniero...

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