L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 30 luglio 2021

Il canone Rai è una tassa mafiosa di stato di cui ne possiamo fare a meno

Canone Rai fuori dalla bolletta elettrica: cosa potrebbe cambiare (PODCAST)

29 Luglio 2021, di Redazione Wall Street Italia

Il canone Rai potrebbe uscire dalla bolletta elettrica. Come riporta Il Messaggero, il governo di Mario Draghi avrebbe preso un impegno nel PNRR con Bruxelles per tagliare dai conti energetici oneri definiti impropri. Nel mirino finirebbe proprio il canone Rai, l’imposta sulla detenzione di un apparecchio televisivo che dal 2016 con l’ex governo guidato da Matteo Renzi è stato inserito direttamente nella bolletta per la fornitura dell’energia elettrica di casa onde evitare l’evasione della tassa.

Circa 90 euro spalmati nelle bollette di luce sulla base del principio “pagare tutti e pagare di meno” considerando che l’imposta sulla detenzione della televisione che si paga a prescindere dai canali guardati, era una delle più frequenti in Italia. Ora potrebbe finire questo sistema targato Renzi, per mano del nuovo premier incaricato Draghi.

Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, infatti, Draghi ha promesso all’Unione Europea la cancellazione dell’obbligo per i venditori di elettricità di “raccogliere tramite le bollette somme che non sono direttamente correlate con l’energia”. Non è detto però che il provvedimento finisca per contenere la norma sul canone, che potrebbe seguire anche un iter parlamentare a sé stante. Il veicolo potrebbe essere il disegno di legge sulla concorrenza, che dovrebbe andare in Consiglio dei ministri giovedì.

Come si legge sul quotidiano infatti:

Nel contratto inviato a Bruxelles e che costituisce il pilastro su cui si reggono i 200 e passa miliardi di prestiti e sovvenzioni che l’Italia riceverà nei prossimi anni, è stato messo nero su bianco la cancellazione dell’obbligo per i venditori di elettricità di “raccogliere tramite le bollette somme che non sono direttamente correlate con l’energia”. Il canone della Rai, che pesa 9 euro al mese per 10 mesi sui conti dell’elettricità, è forse l’esempio più calzante. La misura introdotta dal governo guidato da Matteo Renzi, ha permesso di sconfiggere l’evasione che storicamente ha afflitto il canone della televisione pubblica, eppure lo ha fatto al prezzo di far apparire più care le bollette dell’energia.

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