L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 16 luglio 2021

Il CROLLO CLIMATICO, il terzo giocatore della Strategia della Paura, si riscalda i muscoli per entrare in campo, l'influenza covid comincia a dimostrare tutti i suoi limiti e contraddizioni diminuendo sempre di più la sua forza d'impatto

Rischio climatico: dalla BIS le problematiche legate agli stress test delle banche



ALLEGATI

Le autorità finanziarie globali e nazionali si stanno attivando sempre di più per richiedere al settore finanziario di valutare e gestire i rischi climatici. A tal fine, hanno avviato prove di stress per le banche e sono previsti ulteriori esercizi per il prossimo futuro. L’utilizzo degli stress test è un importante passo avanti nell’affrontare i rischi climatici in quanto questi test sono utili per dimensionare, anche se solo approssimativamente, i potenziali impatti dei rischi climatici.

La Bank for International Settlements (BIS) ha pubblicato un documento in relazione alle problematiche che possono insorgere quando si cerca di adattare i tradizionali stress test ai rischi legati al clima delle banche.

In particolare, le problematiche evidenziate riguardano:
  • la disponibilità e l’affidabilità dei dati;
  • l’adozione di orizzonti temporali a lungo termine;
  • l’incertezza sugli sviluppi futuri delle principali variabili di riferimento che coprono i rischi fisici (ad esempio inondazioni, aumento della temperatura e innalzamento del livello del mare);
  • l’incertezza relativa ai rischi di transizione (ad esempio cambiamenti nelle politiche climatiche, nelle tecnologie o nelle preferenze dei consumatori).
Anche gli approcci di modellizzazione devono essere rivisti per includere una componente del rischio climatico e per consentire disaggregazioni settoriali e geografiche più precise.

Basandosi su tre recenti stress test per il rischio climatico, il documento esamina come queste problematiche sono state affrontate nella pratica.

Il documento si conclude con alcune riflessioni sulle possibili implicazioni per i requisiti prudenziali nell’affrontare il rischio climatico.

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