L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 13 luglio 2021

L' Assistenza per l' utente finale aziendale (BEUC) dichiara che i nuovi termini del servizio di WhatsApp sono poco chiari e che risulta quasi impossibile comprendere le conseguenze delle modifiche

BEUC denuncia WhatsApp: nuova policy poco chiara


Luca Colantuoni
12 luglio 2021


Luca Colantuoni
Ieri pomeriggio






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BEUC ha denunciato WhatsApp perché mette pressione agli utenti, invitandoli ad accettare i nuovi termini del servizio con metodi aggressivi.

Nonostante le rassicurazioni di fine maggio, molti utenti non si fidano e continuano a cercare soluzioni alternative. Anche la BEUC (Bureau Européen des Unions de Consommateurs), l'organizzazione europea dei consumatori, ha denunciato WhatsApp per aver esercitato pressioni sugli utenti e aver apportato modifiche poco chiare alla policy sulla privacy.

BEUC contro WhatsApp: comportamento aggressivo

Le modifiche ai termini del servizio, comunicate da WhatsApp a gennaio, sono entrate in vigore il 15 maggio. Inizialmente erano previste limitazioni delle funzionalità se l'utente non accettava la nuova policy. Nel mese di maggio, l'azienda californiana ha cambiato idea: nessuna limitazione e nessun promemoria persistente, ma solo l'invio di una notifica contenente maggiori informazioni sull'aggiornamento.

BEUC ha tuttavia rilevato che WhatsApp continua ad inviare notifiche persistenti, invitando gli utenti ad accettare i nuovi termini del servizio. Tra l'altro nel messaggio viene specificato che è necessario accettare le nuove condizioni per poter usare il servizio. In realtà funziona anche se l'utente non esprime il consenso.

L'organizzazione ritiene quindi che WhatsApp adotti un comportamento aggressivo con notifiche ricorrenti, persistenti e intrusive, mettendo pressione agli utenti e pregiudicando la loro libertà di scelta. Ciò in contrasto con la direttiva UE sulle pratiche commerciali sleali.

Nella denuncia viene inoltre specificato che i nuovi termini del servizio sono poco chiari e che risulta quasi impossibile comprendere le conseguenze delle modifiche. Ciò rappresenta una violazione della legge sui diritti dei consumatori, in base alla quale le aziende devono fornire informazioni trasparenti.

BEUC sottolinea infine che WhatsApp continua a mostrare la notifica nonostante i procedimenti avviati da vari garanti della privacy, tra cui quello italiano e tedesco. L'organizzazione invita le varie autorità a collaborare per bloccare le pratiche di WhatsApp.

Fonte: BEUC

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