L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 6 luglio 2021

La Fratellanza Musulmana ha una strategia che converge nella costituzione dell'Impero Ottomano

Tutte le sinergie economiche e militari fra Turchia e Qatar

6 luglio 2021


Tra Turchia e Qatar si è realizzata una sinergia anti-Emirati che ha portato ad accordi economici. L’articolo di Giuseppe Gagliano

Il 3 marzo 2021 il capo di Stato maggiore delle forze armate turche, Yaşar Güler, aveva posto in essere il rafforzamento della partnership con il Qatar grazie al quale il Qatar avrà la possibilità di installare in Anatolia 36 aerei da guerra e 250 militari in gran parte appartenenti all’aeronautica del Qatar.

Questo accordo è stato sottoposto all’approvazione del parlamento da Erdogan e deve essere contestualizzato all’interno dell’accordo quadro di cooperazione militare con il Qatar firmato il 23 maggio 2007.

LA SINERGIA TURCHIA-QATAR

La cooperazione non deve destare alcuna sorpresa perché è l’esito di una sinergia sempre più stretta, come abbiamo avuto modo già di sottolineare più volte su queste pagine. Infatti tra Qatar e Turchia pare si sia realizzata — fino a questo momento — una sinergia ideologica e strategico — militare anche in funzione anti-EAU come dimostrano alcuni fatti di estrema rilevanza geopolitica.

In primo luogo, il vicecomandante delle forze di Ankara – Ahmed bin Muhammad – è a capo dell’Accademia militare qatariota. Ciò significa che la formazione dei quadri militari è selezionata sulla base di scelte politiche e religiose filo-turche.

In secondo luogo, la presenza delle forze di sicurezza turche in Qatar rappresenta in modo tangibile la rilevanza della influenza politico-militare turca.

In terzo luogo, le esportazioni di armi del Qatar verso la Turchia sono aumentate in modo vistoso consentendo ad Ankara di arrivare a delle entrate pari a 335 milioni di dollari.

In quarto luogo l’operazione militare turca Fonte di pace – posta in essere nel Nord-Est della Siria – è stata apertamente supportata proprio dal Qatar anche per ampliare l’influenza della Fratellanza musulmana.

IL SOSTEGNO A TRIPOLI

Infine, come abbiamo già avuto modo di indicare in un articolo precedente, sia il Qatar sia la Turchia sono i principali sostenitori del GNA tripolino. Questa cooperazione esiste non solo sul fronte militare ma anche sul fronte biologico, religioso e finanziario.

INTESA ANTI-EMIRATI

Un’altra mossa compiuta dal presidente turco Recep Tayyp Erdogan nel quadro del più ampio progetto di proiezione di potenza della Turchia, è stata quella relativa all’incontro avvenuto a luglio del 2020 con l’emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani, colloquio dal quale è emersa la profonda affinità ideologica e religiosa tra i due paesi, determinata dal sostegno politico sia per Hamas che per i Fratelli Musulmani, sia l’indiscutibile sinergia strategica in funzione anti-EAU.

GLI INVESTIMENTI

Per quanto concerne gli investimenti, il Qatar ha erogato fin dal 2018 15 miliardi di dollari e ha acquistato una quota del 50% in BMC, un produttore turco di veicoli corazzati, i cui partner turchi sono noti amici di Erdogan per produrre l’Altay, il principale carro armato di battaglia di nuova generazione, ma vi è anche il caso di una società di software militare controllata dallo stato ad Ankara, che ha firmato un accordo di partnership con al-Mesned Holdings in Qatar per una joint venture specializzata in soluzioni di cyber-sicurezza.

Tuttavia uno degli accordi più rilevanti per sanare la grave situazione economica presente in Turchia è quello del 20 maggio 2020 grazie al quale la Banca centrale turca ha annunciato di aver triplicato il suo accordo di scambio di valuta con il Qatar.

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