L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 16 luglio 2021

La variante Delta si diffonde più velocemente, soprattutto tra i vaccinati, che a quanto pare possono diventare anche super spargitori della variante virus che per fortuna sembra davvero leggera più che altro un lieve raffreddore

La terza dose dei pusher di vaccini



Che pasticci hanno combinato? Non si sa, anzi per meglio dire nessuno lo sa salvo le multinazionali dei vaccini che adesso chiedono a gran voce di autorizzare una terza dose visto che le prime due non sembrano funzionare a dovere, tanto che sia in Inghilterra che in Israele. La variante Delta che peraltro è la più leggera tra quelle identificate del virus ( ammesso che tali identificazioni siano corrette) torna a diffondersi e il Jerusalem Post riporta l’ aumento dei risultati positivi ai test: “ Più di 500 casi sono stati registrati in Israele quasi tutti i giorni della scorsa settimana. … Il numero di casi attivi, che poche settimane fa era sceso a meno di 200, è attualmente quasi 4.000 ed è quindi leggermente diminuito per la prima volta in diverse settimane. Allo stesso tempo, l’aumento delle malattie gravi è rimasto basso. Nella notte di domenica 47 pazienti erano in gravi condizioni. Ad aprile, con un numero simile di casi attivi, erano più di 260».

Ciò corrisponde grosso modo a quanto sappiamo dall’Inghilterra: la variante Delta si diffonde più velocemente, soprattutto tra i vaccinati, che a quanto pare possono diventare anche super spargitori della variante virus che per fortuna sembra davvero leggera più che altro un lieve raffreddore e infatti non aumentano i ricoveri che poi – diciamola tutta- riguardano al quasi 100 % dei casi persone che hanno già gravissime patologie. Ad ogni modo esaminiamo questa tabella del ministero della salute israeliano:


I dati mostrano che la vaccinazione non ha quasi alcun protettivo contro l’infezione con la variante Delta . Questo è noto da molto tempo, perché nessuna delle vaccinazioni può ottenere la cosiddetta immunità sterile che invece viene conferita dall'infezione reale perché la vaccinazione genera anticorpi nel sangue ma non nelle mucose di bocca/naso/gola e del tratto respiratorio superiore, come fa naturalmente l’infezione naturale. Inoltre, il sistema immunitario viene indebolito dalla vaccinazione mentre la proteina spike ha un’elevata tossicità e inevitabilmente si deposita nelle cellule endoteliali che rivestono i vasi sanguigni. Ciò si traduce in coaguli di sangue relativamente frequenti e danni ai tessuti irreversibili nel cervello, nel cuore e nei polmoni. Ogni “richiamo” aggrava questo danno e non stupisce l’inventore della tecnologia mRNA Luigi Warren nell’intervista di Servus TV a proposito dei produttori di vaccini dica: “Li paragono in un certo modo ai narcotrafficanti, vogliono renderci dipendenti”.

Ad ogni modo non si capisce perché occorra rischiare notevoli reazioni avverse immediate e altre inquietanti a medio e lungo termine, visto la tossicità della proteina spike, per combattere una variante che dà solo leggerissimi disturbi e per giunta crea un’immunità forte e ampia a tutte le varianti che probabilmente potrebbe durare molti anni probabilmente non meno di 17 come sembra emergere da alcuni studi. Né perché una terza dose dello stesso vaccino che è risultato inefficace o che addirittura potrebbe aver contribuito alla nascita della variante, dovrebbe avere qualche effetto che non sia quello di essere inutile o dannoso come le altre dosi. Tutto questo è completamente insensato e sfiora il criminale, ma certo una terza dose è un toccasana per Big Pharma e i suoi azionisti e per un milieu politico che ormai si aggrappa alla pandemia come unica ragione del suo esistere. Finita quella per loro sarà il diluvio.

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