L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 25 luglio 2021

Misure sanitarie senza senso, i popoli non sono stupidi

PANDEMIA, POLITICA
L’impero editoriale contro la verità



Date: 25 Luglio 2021Author: ilsimplicissimus

A proposito di manifestazioni e di minimizzazioni offensive della stampa di regime globalista: non lo sapevamo, ma è in atto una causa proposta dall’editore di Rubikon una rivista online fuori del coro contro il gruppo Stern / Bertelsmann, vale a dire il maggior conglomerato informativo tedesco e non solo visto che attraverso fusioni e accorpamenti è anche il maggior editore in lingua inglese, possedendo perfino il New York Times. La vicenda riguarda la famosa manifestazione di Berlino del 1 agosto dell’anno scorso alla quale hanno partecipato circa un milione di persone come le immagini mostrano in maniera inequivocabile. Tuttavia le testate del gruppo Bertelsmann citarono la presenza di appena 10 – 20 mila persone, nonostante il corteo si sviluppasse per oltre cinque chilometri. La ragione di questo assurda minimizzazione era che i manifestanti dovevano essere fatto passare non per gente contraria a misure sanitarie senza senso, non per gente che rivendicava le libertà costituzionali, ma per nazisti e negazionisti e dunque non si poteva dire che fossero un milione, occorreva farli passare come una sorta di sparuta minoranza.

In realtà come prova del gigantesco numero dei partecipanti non ci sono le foto e le riprese sia da terra che aere, ma anche le comunicazioni della polizia che ha un certo punto della mattinata ha dovuto far chiudere linee di trasporto pubblico perché già attorno a mezzogiorno le perone avevano raggiunto un numero stimato da parte delle forze dell’ordine di 800 mila persone. Naturalmente la potenza del gruppo Stern / Bertelsmann si è fatta sentire visto che su You tube sono scomparse quasi tutte le riprese e le interviste, ma in un aula di tribunale queste documentazioni non possono essere cancellate perché violano le fantasiose regole della community. E almeno i mentitori globali, la notizia dei ventimila partecipanti è comparsa in tutto il mondo, hanno buone probabilità di essere riconosciuti come tali.

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