L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 16 luglio 2021

Monte dei Paschi di Siena - Assassinio di David Rossi - Incongruenza ed errori. Distruzione dei fazzolettini di carta, rinvenuti nella stanza di Rossi con alcune macchie di sangue. Atto incongruo.

Caso David Rossi, audizioni dei giornalisti nella commissione parlamentare di inchiesta


15 luglio 2021

Prosegue il lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta sul caso della morte di David Rossi, il manager di Mps precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013. Con l’audizione di oggi l’organismo presieduto dal presidente Pierantonio Zanettin inaugura la tornata di testimonianze dei giornalisti che si sono occupati del caso.



Si comincia infatti questo pomeriggio (l’audizione è stata fissata per le 13,45, ma come già avvenuto nelle scorse settimane è possibile che sia anticipata) con Davide Vecchi, oggi direttore del Gruppo Corriere, inviato de “Il Fatto Quotidiano” all’epoca dei fatti e autore del libro “Il caso David Rossi. Il suicidio imperfetto del manager Monte dei Paschi di Siena”, nel quale per la prima volta veniva ricostruita l’intera vicenda e svelate tutte le incongruenze e gli errori commessi dagli inquirenti nella prima indagine. “Pur rispettando il segreto professionale – ha avuto modo di dire Zanettin annunciando le audizioni dei giornalisti – la commissione vorrà capire quali filoni sono stati seguiti dai professionisti che si sono occupati del caso Rossi”.



Dopo l’audizione di questo pomeriggio sono in programma quelle di Marco Occhipinti e Antonino Monteleone, rispettivamente autore e giornalista della trasmissione “Le Iene” di Mediaset, che saranno ascoltati il 22 luglio. Il 29 luglio sarà invece la volta di Paolo Mondiani di “Report”. Le audizioni dei giornalisti seguono quelle dei procuratori Salvatore Vitello (Siena) e Vittorio Ranieri Miniati (Genova). Durante l’audizione dello scorso primo luglio Vitello, procuratore della Repubblica di Siena, ha ammesso come durante la prima indagine sul caso di Rossi “siano stati commessi errori, dovuti alla valutazione che si trattasse di suicidio, valutazione fatta sin dall’inizio”. Fra questi errori il procuratore ha catalogato la distruzione dei fazzolettini di carta, rinvenuti nella stanza di Rossi con alcune macchie di sangue: “Sono andati distrutti – ha detto – diciamo che è un atto incongruo (disposto dall’allora pm Aldo Natalini, ndr) e poteva non essere fatto”. Anche il procuratore di Genova Vittorio Ranieri Miniati, ascoltato giovedì scorso, ha detto che “si poteva fare qualcosa in più durante la prima indagine”.
Dopo le audizione dei giornalisti la commissione probabilmente sospenderà per alcune settimane la propria attività, per poi riprendere a settembre. Già chiesta da alcuni membri (fra cui Luca Migliorino dei Cinquestelle e Walter Rizzetto di Fratelli d’Italia) l’audizione dei pm Aldo Natalini e Nicola Marini, che per primi si occuparono del caso nel 2013, e dell’ex presidente del Mps Giuseppe Mussari.



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