L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 18 luglio 2021

Muoiono dopo vaccini sperimentali ma forse non c'è correlazione o forse si

Arezzo, donna muore in casa a 49 anni poche ore dopo dose di vaccino: aperta inchiesta, autopsia


18 luglio 2021

Aveva 49 anni. Bella e piena di vita. E’ morta a poche ore di distanza dalla prima dose Moderna, somministratole nel centro vaccinale di Montevarchi. Un’inchiesta della procura di Siena dovrà chiarire le cause di morte di V.B., valdarnese di Montevarchi, residente a San Gusmè, piccolo borgo medievale nel comune di Castelnuovo Berardenga. Dove è stata ritrovata senza vita nella sua abitazione nella giornata di venerdì. Un decesso dalle circostanze non chiare con l'ombra di una possibile complicanza successiva alla somministrazione del vaccino anti Covid, effettuato dalla donna il giorno precedente. Una evenienza però ancora tutta da verificare e certificare. Sono scattate subito le indagini e sarà l'autopsia in programma domani a chiarire cosa è successo. A dare l'allarme è stata la madre della 49enne: non riusciva più ad avere notizie della figlia e così ha contattato l'ex fidanzato che, giunto sul posto, l'ha trovata senza vita nel pomeriggio. Sul posto sono accorsi i sanitari, che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Nessun segno di violenza: la morte sarebbe sopraggiunta a seguito di un malore che ha stroncato la 49enne. Anche i carabinieri si sono portati sul posto, per effettuare i rilievi di rito. Il fatto ha sconvolto San Gusmè, con i tanti vicini di casa e residenti a chiedersi il perché di una morte così improvvisa e prematura. Ma la notizia è rimbalzata in Valdarno suscitando grande commozione. La donna era molto conosciuta e frequentava stretti legami con la vallata dove è nata e cresciuta ed ha studiato. La dose di vaccino Moderna era stata inoculata alla donna alle 15.30 del giorno prima presso il Distretto socio sanitario di via Podgora a Montevarchi. La 49enne non aveva, secondo quanto filtra, patologie pregresse che potevano consigliare di evitare la vaccinazione, o problemi in grado di confliggere con la stessa. Da qui il sospetto, da parte dei parenti della 49enne, che qualcosa a seguito del vaccino, sia andato storto. La Procura di Siena, per vederci chiaro e capire se ci sia stata una correlazione, ha aperto un fascicolo e disposto l'autopsia per togliere ogni dubbio. L’ipotesi: omicidio colposo, nessun indagato. L'esame autoptico sarà eseguito domani dal professor Marco Di Paolo, della medicina legale dell'Università di Pisa.
C.C.

IL PRECEDENTE

Era il 30 aprile quando un 69enne che si era vaccinato due giorni prima col siero Pfizer, morì stroncato da un infarto. Anche questo episodio colpì il Valdarno, dove viveva l’uomo, a Montozzi, e dove si era vaccinato: a Montevarchi. Su segnalazione della famiglia la procura aprì un’inchiesta per chiarire l’eventuale nesso tra somministrazione e decesso. L’accertamento autoptico fu affidato anche in quella occasione al professor Marco Di Paolo, medico legale dell’Università di Siena. Novanta i giorni concessi dalla procura di Arezzo per restituire la relazione, ma il consulente ha ottenuto una proroga per completare il lavoro, considerata la complessità dell’accertamento. Su quella vicenda sono tra l’altro al vaglio anche altre circostanze relative al manifestarsi di certi sintomi e alla loro valutazione. Quando arrivarono i soccorritori era troppo tardi. Ora anche sulla vicenda della donna morta a San Gusmè si chiedono all’autopsia elementi chiarificatori. Per capire se c’è correlazione tra il vaccino per immunizzarsi rispetto al Covid e la morte. Aveva solo 49 anni e non sembrava avere problemi di salute. In Italia i casi certificati di decessi cagionati dal vaccino sono stati pochi, ad aprile secondo l'Aifa, su 100 morti post vaccino, solo una aveva un nesso provato con la somministrazione.

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