L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 3 luglio 2021

Musk bravissimo a vendere fumo incassando miliardi

Musk: a Starlink servono fino a 30 miliardi di investimenti per evitare la bancarotta

1 Luglio 2021, di Alberto Battaglia

Starlink, la divisione più economicamente rilevante di SpaceX, avrà bisogno di investimenti compresi fra i 20 e i 30 miliardi di dollari per restare in orbita. “Se riusciremo a non andare in bancarotta allora bene, potremo andare avanti da lì”, ha dichiarato il fondatore e ceo della società spaziale, Elon Musk, nel corso del Mobile World Congress di Barcellona. Nei giorni scorsi lo stesso imprenditore aveva già prospettato, per il futuro, la possibile quotazione in Borsa del servizio di connettività Internet veicolato da satelliti.

Il servizio Starlink, che ha già piazzato in orbita 1500 di questi satelliti, punta a fornire una connettività Internet in ogni punto del globo, che potrà essere sfruttata tramite un apposito ricevitore. Si tratta di un servizio pensato per le aree remote e rurali, in cui Internet ancora fatica ad arrivare – ma non è ancora chiaro se la sfida si dimostrerà economicamente redditizia.
Evitare la bancarotta, il primo obiettivo

Secondo il presidente di TMF Associates, Tim Farrar, Starlink avrebbe bisogno di alcuni milioni di utenti, con un canone mensile da un centinaio di dollari, per recuperare in un anno investimenti per 5 miliardi di dollari. Il fatto che il servizio si destinato ad aree generalmente poco popolate introduce elementi di dubbio in alcuni analisti.

“Non è impossibile ottenere questo numero (pochi milioni di subscriber) per fare in modo che il sistema non vada in bancarotta. Ma ciò non è sufficiente per giustificare la valutazione di SpaceX”, ha detto Farrar, citato da Reuters, “più Elon Musk parla di investire decine di miliardi, più diventa difficile [farlo] per gli altri. Ovviamente, questa è la grande parte dell’obiettivo di Musk: limitare la concorrenza”. Stalink non è la sola società che punta a offrire un servizio di connessione Internet analogo: in particolare sono in partita anche la sussidiaria di Amazon Kuiper, Telesat e altre ancora.

Musk, da parte sua, ha affermato che la sua Starlink avrebbe già stretto “due partnership piuttosto significative con due grosse società telefoniche” che potrebbero aiutare la divisione di SpaceX a colmare le lacune nella copertura delle reti mobili e cellulari di quinta generazione.

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