L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 25 luglio 2021

No al passaporto dei vaccini sperimentali

In migliaia da nord a sud in piazza contro il green pass

Proteste in circa 80 città italiane. A Roma in piazza del Popolo e a Milano in piazza Fontana, ma anche a Napoli, Torino, Firenze e in molti centri più piccoli

aggiornato alle 19:3724 luglio 2021

La manifestazione contro il Green pass a Milano

AGI - Diverse migliaia di persone in piazza questo pomeriggio in circa 80 città italiane per manifestare contro il green pass e quella che definiscono "dittatura sanitaria". Proteste non solo nelle grandi città - a Roma in piazza del Popolo, Milano in piazza Fontana, Genova in piazza de Ferrari, Torino in piazza Castello, a Napoli in piazza Dante - e in moltissimi capoluoghi di provincia, ma anche in diversi centri più piccoli come Nizza Monferrato, Saluzzo, Montebelluna, Foligno. "Libertà, libertà" lo slogan urlato ovunque.

A Roma i manifestanti, la maggior parte senza mascherina, hanno scandito "No al green pass" e "libertà". Alcuni hanno sventolato bandiere tricolori. In uno dei cartelli esposti, si legge 'No al green pass, sì cure domiciliari'. "Partecipiamo a queste manifestazioni da cittadini, senza i nostri simboli. Spero siano proteste di popolo e che non vengano strumentalizzate", afferma in una nota Luca Marsella, consigliere municipale a Roma di Casapound. A Milano almeno 3.000 persone al grido di “Libertà, libertà” e “No Green Pass” hanno percorso senza una meta precisa le vie attorno a Piazza del Duomo. Esposto anche uno striscione "Fuori i Big Pharma dallo Stato. No alle multinazionali", cori di "La pagherete tutta, la pagherete cara".

"No alla segregazione vaccinale"

A Torino, dove già venerdì si era tenuta un'affollata manifestazione, un corteo con lo striscione "Uniti per la libertà di scelta contro ogni discriminazione". A Macerata uno striscione "Green is the new black. No alla segregazione vaccinale". A Bari il corteo si è formato in piazza Ferrarese, dopo un passaparola che nei giorni scorsi si è svolto sui social e nelle chat, poi si è diretto verso piazza della Libertà, dove ha sede la Prefettura. Sono esposti striscioni contro il Governo e le norme anticovid. Vengono urlati slogan come "Libertà", "No green pass" e "Giù le mani dai bambini". La manifestazione si svolge in contemporanea anche in altre città della Puglia, a partire da Lecce.

Oltre un migliaio le persone in piazza a Genova: giovani, famiglie, anziani hanno invaso il quadrilatero di De Ferrari con cartelli e slogan. Qualcuno hai indossato la stella di David gialla sul petto con scritto "non vaccinato". Tra i primi a prendere la parola al megafono, Leonardo Sinigaglia, 22enne genovese, studente di storia: "Non sono il portavoce di nessun movimento. E' qualcosa che è montato sui social, rappresentando evidentemente il pensiero di moltissime persone che oggi sono in piazza". Sinigaglia, che non è vaccinato e ha scelto di non farlo perché "la campagna vaccinale è l'ennesimo modo dello Stato di lavarsi la coscienza: continuano ad attribuire la colpa della crisi sanitaria e di quella sociale alle scelte degli individui".Si è visto anche un cartello con "boycott green pass" scritto in nero sulla bandiera italiana con il simbolo delle SS naziste.

Due le manifestazioni organizzate a Firenze. Diverse centinaia di persone che si sono date appuntamento, con un tam tam via social, in piazza della Signoria. Uomini e donne, in prevalenza over 50, tutti, o quasi, senza mascherina, hanno attuato un presidio non autorizzato. Nessun rispetto del distanziamento. I pochi turisti presenti guardano attoniti. L’altra manifestazione è stata quella organizzata dalla rete 'R2020' ai giardini pubblici della Fortezza da Basso. Al presidio, autorizzato dalla questura, erano presenti circa 200 persone, anche in questo caso senza mascherina, che si sono raccolte nell’area verde circostante la Fortezza, sedendo in cerchio a terra. Su un piccolo palco allestito in cima alla collinetta dei giardini si sono alternati 'oratori' per rappresentare il proprio punto di vista sulle nuove misure e "dare voce a chi nell’informazione a pensiero unico, non ne ha".

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