L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 3 luglio 2021

Non si inganna chi ogni giorno è costretto a vivere la quotidianità e le sue contraddizioni e che ha ben capito come ci hanno trascinato nella narrazione dell'influenza covid, ha abbassato la testa, e non poteva fare altrimenti, sapendo che comunque questa storia deve finire per il suo intrinseco limite evolutivo

Il pesce puzza dalla testa



Un vecchio detto popolare, mai così attuale, dice che il pesce comincia a puzzare dalla testa e in effetti questa osservazione ha un riscontro politico e sociale anche più puntuale di quello biologico: chi pensasse che sia stato il “popolino minuto” a cadere mani e piedi nell’inganno della pandemia, si sbaglierebbe di grosso perché sono proprio i ceti popolari ad aver perfettamente compreso il raggiro, anche se tra paure e promesse si è sottomesso al gioco , mentre sono stati i ceti alti, quelli intrecciati al denaro o alla politica o a entrambi, la media borghesia legata all’amministrazione e al pubblico, insomma le classi cognitive come potrebbe definirle la sociologia, a caderci mani e piedi, a non riuscire a fare un balzo oltre le solite e marce logiche del politichese spicciolo per vedere il burrone davanti a loro. E’ insomma accaduto che chi aveva più strumenti per comprendere le cose non ha capito mentre chi era teoricamente più disarmato ha sgamato sgamato il gioco già nei primi mesi di regime covidico con tutte le sue palesi assurdità. Non è un discorso scientifico perché non esiste uno studio in merito, ma generalmente nell’esperienza che ho fatto in questo anno e mezzo le persone più modeste sono quelle che hanno guardato con scetticismo, fastidio e sospetto alle manovre “salutari” di governi e ministri di malavita sanitaria, mentre i professionisti, i prof, gli intellettuali o quelli che per qualche motivo sfiorano dall’esterno le fibre del potere non vedevano che coronavirus. Compresi quelli che una volta si auto collocavano in maniera illusoria nella parte di sinistra o progressista della società e quelli che volevano ” cambiare tutto” anche se a volte senza sapere cosa e nella totalità dei casi come. Compresi quelli che per inciso non si fidavano di Big Pharma e degli affari sui farmaci o degli ogm o del modernismo spacciato per modernità. .

Probabilmente negli anni a venire si discuterà a lungo di questa strana inversione tentando di comprenderne a fondo le ragioni, ma mi sono bastati quattro o cinque incontri ravvicinati di tipo burocratico -bancario, con gente così generosamente mascherata da avere il sospetto che avrebbe volentieri indossato una tuta spaziale, con imboscati che finalmente avevano trovato il perfetto alibi alla loro pigrizia mascherata, con strillanti avventizie a gamba nuda che si spaventavano se uno arrivava a tre metri di distanza, per capire che un’intera fetta della società italiana col virus ci ha pure irresponsabilmente marciato, giocato, civettato. E alla grande. Ma questo sarebbe il meno perché dopotutto anche la cattiva coscienza ha bisogno di un’angolo di sincerità e questa credo che la si possa constatare nel fatto che interi ceti sociali del Paese non potevano considerare il potere reale così radicalmente bugiardo perché in realtà vi aderivano, vi avevano investito talvolta in maniera esplicita, nella convinzione di esserne parte integrante, talora in maniera implicita o inconsapevole o ipocrita. Quindi ogni denuncia di mistificazione avrebbe dovuto automaticamente mettere in crisi tuti quei costrutti mentali e quelle parole d’ordine che venivano incontro alla nascita di un potere grigio, oligarchico, totalmente estraneo al consenso che tuttavia trovava sempre una giustificazione altra e se possibilmente “alta”: tipo l’Europa che aveva evitato le guerre o lo stato nazionale che era sempre nazionalismo, insomma tutta quella serie di sciocchezze che potevano avere un senso se collegate a un sistema di pensiero coerente e antagonista, ma che così erano e parevano brandelli sparsi usato come alibi.

E allora se il governo tedesco paga i ricercatori perché terrorizzino la popolazione e permettano l’instaurarsi di occhiuti controlli sociali dove se ne va a finire l’Altra Europa? Dove va a finire se Macron ordina che la stampa non parli delle cure domiciliari ? O se i contratti con le multinazionali dei vaccini sono secretate? Se si ammette che si è inventata una pandemia per alterare in maniera radicale le elezioni negli Stato uniti, dove va a finire una democrazia che sembra sia sia rifugiata nelle mutande? Così pur avendo tutti gli strumenti per strappare il siparietto di menzogne medicali da quattro soldi i ceti colti hanno creduto o fatto finta di credere. Quando capiranno che una volta impostato e riuscito il disegno di ingegneria sociale saranno presi, accartocciati e buttati nel cestino della storia, anche ammesso che già non ci siano in attesa della ditta di pulizia, che la nuova normalità non è quella edenica senza Co2, ma quella della povertà e del lavoro servile, allora torneranno a vedere quando non ci sarà più nulla da guardare.

Nessun commento:

Posta un commento