L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 28 luglio 2021

Obbligare a fare da cavie a vaccini sperimentali è illegittimo come sospenderli dal lavoro lasciando senza reddito. Esistono diritti inalienabili che nessuna maggioranza può togliere

Cos’hanno sbagliato nella sospensione degli operatori sanitari no-vax
26.07.21 - Milano - Redazione Milano

epa08385061 A handout photo made available by the US Navy shows Lt. j.g. Natasha McClinton, an operating room (OR) nurse, preparing a patient for a procedure in the intensive care unit (ICU) aboard the US hospital ship USNS Comfort (T-AH 20) in New York, New York, USA, 23 April 2020 (issued 26 April 2020), during the coronavirus disease (COVID-19) pandemic. Comfort, which cares for critical and non critical patients without regard to their COVID-19 status, is working with Javits New York Medical Station as an integrated system to relieve the New York City medical system. EPA/US NAVY/MC2 SARA ESHLEMAN HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES Dostawca: PAP/EPA.

Nelle ultime ore sono arrivate le prime sospensioni del personale sanitario che in Lombardia ha rifiutato la vaccinazione anti Covid. A Milano tutte le aziende sono coinvolte e in alcuni reparti l’impatto dell’assenza di questo personale ad oggi sembra difficile da compensare.

Fials Milano tiene a sottolineare che l’importanza della campagna vaccinale non può confliggere con il riconoscimento dei diritti dei lavoratori.

La sospensione ai sensi del DL 44/2021 nel comma 8 recita: “Ricevuta la comunicazione di cui al comma 6, il datore di lavoro adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni, anche inferiori, diverse da quelle indicate al comma 6, con il trattamento corrispondente alle mansioni esercitate, e che, comunque, non implicano rischi di diffusione del contagio.” Il punto è quindi che solo quando il Datore di lavoro è impossibilitato all’assegnazione a mansioni diverse è tenuto a dare avvio al periodo di sospensione di cui al comma 9. Questa procedura non ci risulta che sia stata rispettata.

Non ultimo, non esiste traccia di progettualità né di organizzazione rispetto alla sostituzione del personale sospeso. Noi di Fials siamo come sempre disponibili ad aiutare, specie durante una pandemia e in quella che è ancora un’emergenza in corso. Non siamo disponibili però a lasciare soli i lavoratori, e non lo saremo mai.

Il segretario Fials Milano area Metropolitana

Mimma Sternativo

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