L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 17 luglio 2021

Più sbraitano e irrigidiscono le regole più è evidente la loro paura di aver fallito completamente. Non convinceranno le masse che rifiutano a fare da cavia per le sperimentazioni di massa

06 JULY 2021

 

Ecco in un tweet l'ultima sconcertante dichiarazione di Matteo Bassetti, l'infettivologo del S. Martino di Genova, che poi è lo stesso ospedale dove è deceduta la giovane Camilla Canepa, dopo la somministrazione di un vaccino Astrazeneca. Poi c'è Pregliasco detto Pirlasco. Lui ha un'altra geniale trovata: non far più lavorare chi non si vaccina. A ben vedere va ancora più in là della stessa epidemia allorché molti posti di lavoro vennero catastroficamente andati perduti a causa delle chiusure. Massì! Sbattiamo sul lastrico ancora un po' di disoccupati, dato che non bastano. La Sanità "virtuosa" si fa anche così.



Non si può fare a meno di citare il katanga sessantottino al seguito di Capanna oggi in veste di luminare in camice bianco - quello che riempiva sale di rianimazione immaginarie e che fu pure smentito dai suoi stessi sanitari dell'ospedale Sacco di Milano. Parlo di Massimo Galli che va prezzemolando per ogni talk ed ogni emittente tv scuotendo il capo. E' riuscito perfino a presenziare a due talk contemporaneamente, come i famosi fustini di detersivo per la lavatrice: paghi uno e pigli due.


L'invadenza, la pervasività e il prezzomolismo mediatico del resto, sono la cifra di tutti i virologi, infettivologi, immunologi da un anno e mezzo a questa parte. Come gli altri due di sopra , del resto. Dal vietato vietare sessantottino, il "vecchietto" Galli è passato al "vietato uscire di casa". E Meluzzi (da ex sessantottino pure lui) si chiede il perché. Semplice: ora che "l'immaginazione è andata al Potere" , non hanno più alcun bisogno di fare i libertari e di lottare contro la "repressione" del cosiddetto "Sistema". Ora il "Sistema" sono loro e pertanto la repressione sono loro a gestirla. Bassetti e Galli hanno finto di litigare tra di loro per social e per talk, come due... galli nel pollaio. Il primo passava per "aperturista", e il secondo era nettamente "chiusurista". In realtà si tratta di una commedia grottesca tutta giocata tra di loro. Bassetti vuole rinchiudere i "non vaccinati", Galli invece gioca più grottescamente per il "tutti dentro", reclusi nelle galere domestiche.

Non ho citato la Capua ("sta fora de Capua", diceva di lei Montesano nelle sue satire, a proposito delle sue strampalate richieste di restrizioni. Una delle quali era quella di separare nonni da nipoti e di trascorrere il Natale da soli per non creare contagi tra parenti). Crisanti, Ricciardi, Burioni sembrano felici solo di augurarci il nostro male e il morbo come i monatti di manzoniana memoria. Manca loro solo il carretto con cadaveri accatastati e con tanto di lugubre campanello .

Infine per la "par condicio" ecco un addetto alla repressione sanitaria "di destra": Guido Bertolaso.


"Non possiamo ancora mandare i carabinieri a casa di chi non vuole vaccinarsi". Peccato, eh? Coi carabinieri c'est plus facile. A che titolo Bertolaso si permette di parlare in questo modo? Lui non è un ministro né un politico né ha cariche istituzionali, se non legate alla logistica di una regione. Perciò non deve permettersi di fare di queste larvate minacce, oltretutto fortemente lesive dei diritti costituzionali. Vale la pena di sottolineare il linguaggio generale di esplicita criminalizzazione rivolto a chi non si vaccina usando termini come "stanare" (Bonaccini) e "latitanti", come si indica per i criminali. I cittadini perbene devono passare alla controffensiva, perché qui ormai il troppo è troppo! A dare l'imprimatur a questi "arruolati speciali" c'è l'Istituto Pasteur di Francia che preconizza di confinare solo i "non vaccinati". Si dà il caso che proprio in Francia coloro i quali non si vaccinano siano quasi la maggioranza d'Europa. Dunque, non, propriamente una minoranza. E che pure da noi saremmo a oltre il 30%.


Gli scopini italioti in camice bianco (vedi anche Bassetti), si sono già prontamente allineati alla regola dell'Obbedienza. Al di sopra del Pasteur, c'è il WEF (World Economic Forum) di Schwab (qui, in proposito, una guida su come manipolare le coscienze e indurre alle vaccinazioni) e l'ombra sinistra (mai aggettivo fu più appropriato) del Grande Reset. Le loro malefatte e menzogne si aggiungono a malefatte e menzogne. Tuttavia non riusciranno a resettare le nostre vite. Per questo dobbiamo resistere con ogni mezzo.

S. Maria Goretti

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