L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 15 luglio 2021

Se mi imponi il tampone farlocco per qualsiasi attività e me lo fai pagare 20 euro è speculazione pura

La tragedia occidentale



Così come noi studiamo o per meglio dire studiavamo perché oggi la scuola è nel più completo abbandono, l’agonia dell’impero romano e la caduta di Romolo Augustolo il fatale 4 settembre del 476, così un ipotetico studente di un lontanissimo futuro studierà il 2021 – magari sotto una diversa numerazione- come l’anno del crollo occidentale. Certo noi non ce ne accorgiamo, ma del resto ci vollero quasi tre secoli prima che si cominciasse a comprendere che l’impero non c’era più tanto che solo intorno ai primi decenni del 600 si cominciò ad affiancare la data Ab urbe condita con quella dell’Anno domini che usiamo adesso. La crisi istituzionale, democratica e soprattutto cognitiva è evidente: i parlamenti sono stati di fatto esautorati, le elezioni, residuo vestigiale come direbbero i biologi, della rappresentanza popolare vengono contraffatte, come se non bastasse la manipolazione di base attraverso i media padronali, tutti in mano al potere, gran parte dell’economia minore è ormai in pericolo e in procinto di essere assorbita dai grandi gruppi, l’aggressione alle libertà fondamentali, le censure e i controlli sulla popolazione hanno raggiunto livelli senza precedenti.

Questo assalto di oligarchie che da decenni stanno preparando un golpe di civiltà per così dire, si è improvvisamente coagulato attorno a una mistificazione pandemica la cui caratteristica essenziale è quella di essere in qualche modo prodotta alla luce del sole. Dopo il primo impatto dovuto alla paura, la manipolazione è diventata più che evidente e anzi palesemente asserita proprio da quei centri medico sanitari da anni in mano a Big Pharma che poi vogliono imporre i vaccini. Innanzitutto si dice che il test che viene utilizzato per scoprire i casi di Covid non ha alcun valore diagnostico, ma questo pare non indurre la popolazione occidentale a domandarsi se il numeri dei contagi e delle relative morti interamente costruito su quei test non sia accuratamente strumentalizzato per proiettare nell’immaginario una pestilenza che non esiste. Le stesse burocrazie sanitarie forniscono numeri che pur enormemente gonfiati riducono il Covid a una sindrome influenzale che va tra l’altro diventando sempre più leggera. Eppure tutto questo non riesce a diventare conoscenza, rimanendo sepolto sotto una montagna di comunicazione emotiva priva di qualsiasi credibilità e onestà e che tuttavia annebbia 24 ore su 24 la ragione. La stessa cosa si potrebbe dire per l’assurdo divieto di cura della malattia che – detto per inciso è perl’85% asintomatica, per puntare tutto sui vaccini: una imposizione folle oltre che palesemente stupida e criminale ( quante persone sono morte per questo divieto?) ma la maggior parte delle persone non sembra comprendere di essere raggirata al solo scopo di diffondere vaccini e di imporre una cieca obbedienza.

Una altro aspetto paradossale è che gli stessi vaccini rappresentati come unica via di salvezza o ancor meglio come una sorta di santo graal, non solo hanno provocano un numero enorme di effetti avversi e di decessi senza precedenti, ma non garantiscono immunità dal contagio, mentre gli stessi vaccinati possono a loro volta contagiare quanto e anzi più dei non vaccinati: queste cose fanno parte anche dalla narrativa ufficiale, e nessuno nemmeno tra i virologi più corrotti e/o più incompetenti le mette in discussione. Anche la famosa variante Delta si è rivelata meno pericolosa di un lieve raffreddore, come sostiene ufficialmente il ministero della salute britannico, eppure si accetta che su queste basi inesistenti vengano imposti passaporti vaccinali e divieti di entrare nei locali pubblici per i non vaccinati invece di scendere in piazza a milioni non fosse altro che per respingere questa presa in giro che è poi la rappresentazione platica del passaggio dalla democrazia a una sorta di dispotismo diffuso.

Ecco perché la grande crisi dell’occidente è una crisi cognitiva: il pensiero dei cittadini oltre che il loro animus, il loro nerbo, è stato degradato per decenni ed è così diventato possibile, per la prima volta, creare una pandemia virtuale, pianificata dai super ricchi, promossa dalle fonti di informazione che essi possiedono, convalidata da esperti degli istituti e delle università che essi finanziano, legittimata da agenzie governative ormai completamente subalterne e supervisionata da istituzioni internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità che sono state radicalmente privatizzate. In precedenza, un numero significativo di cittadini era in grado di valutare da solo l’accuratezza delle informazioni, molti Istituti di ricerca avevano ancora un impegno etico nei confronti del metodo scientifico e dell’integrità accademica, ma tutto questo è irrimediabilmente finito: le facciate rimangono le stesse, forse sono anche meglio conservate, ma le viscere intellettuali sono marcite. Illustri professori si radunano per dare testimonianza di ridicole teorie sul Covid19, mentre è del tutto evidente che sono proprio i vaccini la minaccia principale: il fatto è che i processi decisionali passano ormai lontano dalla scienza e da un dibattito politico trasparente ed è innegabile che il covid rappresenta un successo per le forze invisibili sul piano istituzionale che ora si sentono libere di imporci, senza alcuna responsabilità nei confronti della scienza, l’iniezione di sostanze non sperimentate come condizione per il diritto di frequentare la scuola, di trovare un lavoro o di ricevere cure mediche. Ma niente migliorerà fino a quando i cittadini non saranno in grado di riconoscere che la causa di questo incubo è sostanzialmente la mancanza di un informazione onesta e plurale, insieme a una crisi politica e una crisi etica di una scienza ormai ampiamente comprata, la cui vita reale si svolge interamente all’interno dei meccanismi di mercato e di profitto. A questo hanno portato cinquant’anni di ossessione privatistica e del profitto come fine ultimo della società.

Tutto questo non sfiora nemmeno da lontano il mondo orientale o extra occidentale che anche quando sembra formalmente adeguarsi alle linee guida, o addirittura dopo averle ispirate sta affrontando le cose in maniera razionale e non angosciosa, in maniera più consapevole e dignitosa, alla fine assai più cosciente della mistificazione: non c’è una resa alla menzogna anche se essa non viene apertamente contraddetta. Ma loro infatti sanno che l’impero è caduto. Quindi immaginerete quale pena possano farmi quelli che invece di insorgere si arrendono costruendosi alcuni patetici e/o miserabili alibi, quelli che conoscono molti che sono morti di Covid o quelli che immaginano arcadie felix dopo la pestilenza per potersi disfare delle proprie responsabilità politiche tutte affidate a un rosario di politicamente corretto o quelli che cedono per un cappuccino o un panino gourmet. Una volta si chiamavo lenticchie.

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