L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 28 luglio 2021

Se succede qualche impiccio, voi giornalisti non cascate dal Pero, dicendo che vi eravate accorti di nulla. Le parole del ministro degli esteri cinesi sono chiare ed inequivocabili e le responsabilità ben delineate , precise

Monito di Pechino agli Usa: "Convivenza pacifica o sarà catastrofe"

Il ministro degli Esteri cinese auspica che gli Stati Uniti "rinuncino ad arroganza e pregiudizi, smettano di fare gli insegnanti e tornino a una politica verso la Cina razionale e pragmatica"

aggiornato alle 09:5927 luglio 2021

Wang Yi (Afp)

AGI - La Cina sollecita gli Stati Uniti a cercare un modo di convivenza pacifica tra le due grandi economie mondiali per evitare il rischio di una "catastrofe". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri di Pechino, Wang Yi, nel suo incontro con la vice segretario di Stato Usa, Wendy Sherman, nelle scorse ore in visita a Tianjin. "Naturalmente", ha aggiunto Wang, citato in una nota del Ministero degli Esteri cinese, "sarebbe meglio se ci fosse vantaggio reciproco e una situazione vantaggiosa per tutti. Questa è una buona cosa sia per la Cina che gli Stati Uniti, e un grande esempio per il mondo, altrimenti sarà una catastrofe".

La Cina auspica che gli Stati Uniti abbiano una comprensione "obiettiva e corretta" della Cina, ha concluso Wang, "rinuncino ad arroganza e pregiudizi, smettano di fare gli insegnanti e tornino a una politica verso la Cina razionale e pragmatica".

La Cina chiede anche agli Stati Uniti di mantenere le promesse sulla questione di Taiwan e rinnova l'invito ad agire con cautela nelle questioni relative allo Stretto che divide l'isola dalla Repubblica Popolare Cinese. "Sebbene le due sponde dello Stretto non siano state ancora riunificate", ha dichiarato Wang citato in una nota del Ministero degli Esteri cinese, "il fatto fondamentale è che la Cina continentale e Taiwan appartengono a un'unica Cina e il fatto che Taiwan faccia parte del territorio cinese non è cambiato e non cambierà".

Pechino rivendica la sovranità sull'isola che si auto-governa e reagisce duramente a ogni scambio tra Taipei e Washington, che ha interrotto le relazioni con Taiwan nel 1979, quando ha riconosciuto diplomaticamente la Cina, pur continuando a mantenere legami non ufficiali con l'isola e a fornirle armamenti. Qualora si aizzasse la questione della "indipendenza di Taiwan", che Pechino avversa, ha proseguito il titolare degli Esteri cinese, "la Cina ha il diritto di prendere tutte le misure necessarie per fermarla. Consigliamo agli Stati Uniti", ha concluso Wang, "di mantenere le promesse sulla questione di Taiwan e di agire con cautela".

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