L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 18 luglio 2021

Siamo arrivati al punto d'incontro le grandi masse dei vaccinati e le grandi masse dei NON vaccinati se non riescono a convincere gli indecisi salta la narrazione dei vaccini sperimentali, per questo spingono sull'acceleratore e vorrebbero dare privilegi e ancora privilegi a chi si è prostrato e ha fatto da cavia

Macron le con



Il cosiddetto green pass è qualcosa di veramente abominevole, sia per la sua totale inutilità, sia per la garrota che mette al collo delle libertà più elementari e non ultimo per il suo nome, ovviamente nella lingua ufficiale e autorizzata della menzogna, che non centra niente con un permesso vaccinale, ma come ogni cosa nella cattività contemporanea, allude ad altro, cerca di sfuggire alle proprie responsabilità. E ci avrei giurato che proprio l’impiegatuccio dei Rothschild, ovvero Macron sarebbe stato il primo a saltare il fosso e a proporre la segregazione dei non vaccinati dai locali pubblici ad onta del fatto che siano proprio i vaccinati i maggiori diffusori del morbo che infuria sui media e non nel mondo reale. Certo ha sfidato i francesi che infatti stanno dimostrando nelle piazze, ma a lui importa pochissimo: come presidente e come politico è già bruciato e l’unica soluzione per lui di rimanere a galla è mostrarsi quanto più ligio possibile ai poteri che lo hanno creato dal nulla o forse biblicamente dal fango e ne hanno accuratamente orchestrato l’elezione.

Così le “misure” del presidente non sono soltanto l’espressione della mistificazione e del substrato reazionario che sta dietro i reset grandi e piccoli o le varie favole eco – ludiche e appunto green del potere, ma anche dello stato della democrazia: la politica non cerca più il consenso popolare, ma quello delle oligarchie che hanno le armi per superare qualsiasi elezione o per truccarla nel caso non si riuscisse proprio a spuntarla. E tuttavia proprio l’oltraggiosa tracotanza del Napoleone da Caienna, dimostra la forza del potere sta proprio nella nostra debolezza: intanto non si capisce come Macron possa far rispettare i suoi deliri da non libero stato di bananas visto che l’esibizione dei vari lasciapassare impedirebbe di fatto le normali attività che si vorrebbero assoggettare a questa legge del taglione. Ma se anche si trovasse un modo per farle funzionare qualora i non vaccinati avessero la forza di resistere nell’astensione dalle attività vietate invece di andare a farsi pungere per una serata al bistrot, dopo breve tempo ci sarebbe un collasso dell’economia e dunque una ribellione generale alla dittatura sanitaria. Il milieu politico subalterno sa benissimo che gioca sul filo del rasoio e che se solo questa consapevolezza si facesse strada, sarebbero finiti.

Le minoranze decise sono molto più forti delle maggioranze amebiche preda di incertezze e di paure, disorientate e in cerca di padrone ed è per questo che i regimi sanitari europei vogliono far di tutto per avere il maggior numero di vaccinati possibile entro l’estate, perché questi ultimi anche se non convinti e rimangono perplessi hanno comunque saltato il fosso e saranno tendenzialmente portati a difendere le loro scelte; inoltre minore è il numero dei non vaccinati minore sarà anche l’impatto negativo sulle attività. E’ vero che i vari regimi cercheranno di addossare a chi non si è fatto pungere anche la colpa dei disastri economici di cui i governi si sono resi responsabili , anzi che hanno scientemente creato, ma guai se una minoranza di consapevoli dovesse far saltare la favola e mostrare ad esempio che le vaccinazioni sono pericolose e del tutto inutili come ormai si sta ampiamente verificando. E questo lo può fare trasformando in un’arma la discriminazione dalla quale è investita, senza limitarsi ad aborrirla: il potere conta proprio sul cedimento delle resistenze.

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