L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 25 luglio 2021

Sono le ragioni economiche che dettano i tempi all'influenza covid, è scritto basta leggere se lo si vuol fare

Negli Usa picco di contagi atteso per metà agosto. Giusto in tempo per Jackson Hole

24 Luglio 2021 - 13:00

La variante Delta diviene catalizzatore di mercato anche Oltreoceano, proprio in vista di due date clou per la Fed e della fine dei programmi di sostegno al reddito. La «sindrome Starbucks» fa paura


Più passano i giorni, più la situazione di mercato appare riassumibile con la storica battuta di Leslie Nieslen in Una pallottola spuntata: mentre alle sue spalle un negozio di fuochi artificiali sta esplodendo, il protagonista allontana la folla di curiosi con un perentorio quanto demenziale Nothing to see here. In effetti, il Nasdaq che nel pre-market dell’ultima giornata di contrattazioni vede i futures sfondare quota 15.000 punti per la prima volta in assoluto assomiglia molto a quell’emporio di razzi e petardi del film. E le cronache che lo raccontano hanno sempre più il tono farsesco di quell’appello del detective Frank Drebin. E’ il new normal.

Il mercato, salvo qualche correzione a ricordare l’esistenza dei fondamentali, può soltanto salire. A prescindere da quanto accada nel mondo. Ogni tanto, però, arriva un punto di snodo. Un momento spartiacque, nel quale è necessario fare appello a qualche trucco scenico ed effetto speciale in più. E mentre l’Europa piomba in pieno nella quarta ondata di Covid, addirittura con la Gran Bretagna che vive il paradosso di una fine delle restrizioni che è coincisa con l’inizio dell’auto-isolamento di massa (la cosiddetta pingdemic), questo grafico

Fonte: Bloomberg

mostra come gli Usa siano ormai in rampa di lancio per accodarsi al treno della nuova emergenza. E, di fatto, terminare ancora una volta per trainarla.

Joe Biden è stato chiaro nel mettere le mani avanti: La nuova epidemia da temere è quella fra i non vaccinati. Paradossale in un Paese che fino a due mesi fa era visto come avanguardia mondiale dell’immunizzazione, insieme a Regno Unito e Israele e che si vantava di poter raggiungere l’immunità di gregge entro la data simbolica del 4 luglio. E invece ecco che i cosiddetti hot-spot, Stati a basso livello di vaccinazione e ancor più basso regime di passate misure precauzionali, guidano la carica: stando alle previsioni del Centers for Disease Control and Prevention, nella settimana che si concluderà il 14 agosto i contagi da variante Delta (o Lambda) negli Stati Uniti raggiungeranno i 306.909 casi alla settimana, un aumento del 39% rispetto alle proiezioni solo della scorsa settimana.

A trainare il gruppo, Missouri e Florida, quest’ultima già a quota 62.744 contagiati alla settimana (è sufficiente fare più tamponi farlocchi e aumentare i cicli di esame), più della metà di quanto registrato durante il picco massimo invernale. Insomma, entro il 26 agosto l’America potrebbe essere nel pieno della sua quarta ondata. Giusto in tempo per l’apertura delle tre giornate di meeting della Fed a Jackson Hole. Quantomeno, a voler pensar male. Soprattutto se si guarda a questo altro grafico,

Fonte: Bloomberg/Zerohedge

il quale dimostra come in realtà ci sia molto da guardare sotto il pelo dell’acqua del mercato, nonostante l’appello contrario dei detective Drabin dell’analisi finanziaria: Wall Street sta già operando in base a un nuovo catalizzatore, un flip-flop fra due panieri di titoli che presentano come minimo comune denominatore proprio la presenza - più o meno visibile e grave - del Covid nella società.

Al netto dell’unico driver strutturale rappresentato dagli short squeezes, infatti, ecco emergere dal nulla due baskets contrapposti di titoli: quelli denominati Get Out & Party, legati a tempo libero, ristorazione, turismo e intrattenimento e quelli Stay at home, proxy di un nuovo allarme sanitario e facenti riferimento a shopping on-line, servizi di telecomunicazioni e tv via satellite, grande distribuzione e sanitari/igiene. La dinamica mostra chiaramente il livello di distorsione in atto: il paniere legato alle riaperture, infatti, aveva vissuto un rimbalzo molto netto rispetto a quello dell’isolamento proprio negli ultimi giorni. Ovvero, mentre l’Europa tornava a chiudersi e persino le Olimpiadi in Giappone erano ancora a rischio di cancellazione dell’ultim’ora, dopo il forfait di Toyota come main sponsor.

Poi, di colpo, Joe Biden decide di priorizzare l’allarme: stallo totale del rimbalzo, il mercato rimette la palla a centro. C’è molto da vedere, insomma. Non a caso, il Wall Street Journal del 23 luglio tornava a parlare di discussione su modalità e tempistica del taper del Qe già alla prossimo board della Fed, previsto il 27-28 luglio. Insomma, doppio spauracchio da offrire al mercato per eventuali purghe calcolate degli eccessi: ritorno del Covid e contemporaneo rischio di azzardo alla Greenspan della Federal Reserve. Ovviamente, nulla di più falso. Il fatto che la variante Delta sia diventata di colpo emergenza nazionale negli Usa ha molto a che fare con quei due appuntamenti che attendono Jerome Powell, visto che nessuno sarebbe così pazzo da forzare la mano sulla riduzione degli aiuti con un altro contagio ormai alle porte.

Anzi, già seduto in salotto. Tantomeno un capo della Banca centrale in cerca di riconferma a febbraio per un secondo mandato. E ovviamente, se entro la metà di agosto la drammatica previsione del Centers for Disease Control and Prevention dovesse avverarsi, il Congresso e la Casa Bianca si vedrebbero «costretti» a prorogare i programmi di sostegno a occupazione e reddito in scadenza il 6 settembre a livello nazionale. Perché con il Cpi al 5,4% e nessuna possibilità di alzare i tassi, o si spinge sull’acceleratore dell’helicopter money da welfare emergenziale o si rischia la protesta sociale. Quella vera, però. Quella che nasce alla cassa dei Walmart e alla pompa del benzinaio.

E questo grafico

Fonte: Bloomberg

mostra come questo sentimento di ribellione potrebbe palesarsi come primo pensiero del mattino di molti americani, poiché a fronte delle gelate record che stanno colpendo parte del Brasile, la varietà di caffè arabica utilizzata dalle grandi catene come Starbucks ha registrato un aumento del prezzo del 27% questa settimana, il balzo maggiore dal 1999. E che anche il mantra della transitorietà del trend rialzista dei prezzi rischi di non reggere più alla prova dei fatti, così come l’appello del detective Drebin alla folla assiepata fuori dal negozio che esplode, lo dimostrano questo grafico di Bank of America,

Fonte: Bank of America

dal quale si evince come il consensus relativo al Cpi per il 2022 al 2,5% sia oggi inferiore al dato attuale del 3,5% ma il più alto dell’ultima decade e le parole dell’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, nel corso di una webinar organizzata venerdì scorso dalla Automotive Press Association di Detroit e riportate da Bloomberg.

Vedo le pressioni inflazionistiche in maniera molto nitida, vedo chiaramente l’inflazione emergere da differenti aree del mercato. I prezzi delle transazioni stanno salendo e la mancanza di fornitura di componenti come i semiconduttori sta causando colli di bottiglie e interruzioni della produzione, generando ulteriori aumenti dei costi, la sua analisi spietata.

E ancora più preoccupanti in prospettiva appaiono le parole di Michael McGarry, CeO della PPG, gigante della fornitura industriale con clienti come Ford e Boeing: Non vedo questo fenomeno inflattivo come transitorio. Questo fenomeno dello smart working sta per porre ulteriore pressione sulle dinamiche salariali, perché la gente avrà sempre maggiormente l’opportunità di scegliere dove vuole lavorare. Davvero non c’è niente da vedere sul mercato, se non prendere atto e nota di indici azionari strutturalmente in rialzo?

Nessun commento:

Posta un commento