L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 11 luglio 2021

VOI sapete che questo doppione di ferrovia non servirà a nessuno, le merci si spostano su ruote e le strade del Frejus stanno li a dirlo in continuo. Il commercio con Euroimbecilandia passa nel Brennero anche questo Voi lo sapete perfettamente

PIEMONTE
Valle di Susa, assalto al cantiere Tav: reti tagliate e fiamme al gruppo elettrogeno della «torre faro»

L’attacco sarebbe avvenuto nella notte del 7 luglio ed è stato rivendicato sui canali social del movimento di oppositori alla ferrovia internazionale: «Dieci, cento, mille sabotaggi»

di Redazione online
10 luglio 2021


shadow

Reti di protezione del cantiere Tav tagliate e tentativo di dare fuoco al gruppo elettrogeno della torre faro nell’ampliamento dell’area dei lavori. L’attacco, avvenuto la notte del 7 luglio, è rivendicato sui canali social del movimento di oppositori alla ferrovia internazionale con la firma del gruppo «Ribelli No Tav della Val Clarea»: «Dieci, cento, mille sabotaggi. Le parole dividono l’azione unisce», si legge sul volantino scritto a mano, probabilmente con un normografo.

Secondo quanto si apprende da fonti investigative nella notte del 7 luglio sono state tagliate parti delle reti di protezione e c’è stato un tentativo di dare fuoco al gruppo elettrogeno della torre faro nella nuova area del cantiere. Tentativo sventato dal pronto intervento delle forze dell’ordine che hanno spento le fiamme. La Questura di Torino sta indagando per risalire agli autori del gesto.

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