L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 agosto 2021

Altri miliardi per regalare la parte migliore del Monte dei Paschi di Siena a Unicredit. Non c'è convenienza ma questa è la volontà della finanza avvoltoio a cui risponde Draghi, lo stregone maledetto. Politici puah!

MPS, MEF pensa ad aumento di capitale fino a 3 miliardi di euro prima della fusione

Sull'importo appropriato inciderà l'esito della due diligence in corso

Finanza · 19 agosto 2021 - 14.38


(Teleborsa) - Il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) starebbe pensando a un aumento di capitale fino a 3 miliardi di euro per Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) con l'obiettivo di rafforzarne la solidità patrimoniale e assecondare la richiesta di UniCredit di rendere l'acquisizione neutrale per i suoi ratio di capitale. È quanto scrive Bloomberg, citando fonti anonime a conoscenza del dossier.

L'importo appropriato per l'aumento di capitale non è ancora stato individuato e su questo inciderà l'esito della due diligence da parte di UniCredit nei confronti del Monte dei Paschi. L'obiettito dell'istituto di Piazza Gae Aulenti è - in 40 giorni - definire la fattibilità di un'intesa con il Tesoro per rilevare una "perimetro selezionato" degli asset della banca senese.

Secondo le fonti di Bloomberg, le parti stanno pensando a un deal simile a quello che ha portato alla creazione di Banco BPM cinque anni fa. In quell'occasione il Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano concordarono un'operazione all-stock a concambio che tenesse conto dell'aumento di capitale che il Banco Popolare portò a termine prima del completamento della fusione. Nonostante le vendita a UniCredit sia la soluzione preferita dall'Italia, soddisfare le condizioni chieste da UniCredit potrebbe costare fino a 10 miliardi di euro per i contribuenti italiani.

Intanto scivola Unicredit, che si posiziona a 10,2 con una discesa del 2,00%. Atteso un ulteriore ripiego verso l'area di supporto vista a 10,14 e successiva a quota 10,08. Resistenza a 10,41. Si muove in territorio negativo anche Banca MPS, che si attesta a 1,14, con un calo dell'1,17%. Attesa per il resto della seduta un'estensione della fase ribassista con area di supporto vista a 1,13 e successiva a quota 1,121. Resistenza a 1,149.

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