L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 25 agosto 2021

Contro corrente - Ungheria aumenta i tassi d'interessi. I paesi non legati al carro statunitense decidono autonomamente

Ungheria, banca centrale inasprisce la politica monetaria
Ritocca al rialzo i tassi di interesse all'1,50%: +0,30 punti

Economia · 25 agosto 2021 - 08.40


(Teleborsa) - La Banca centrale ungherese inasprisce ulteriormente la sua politica monetaria per combattere l'aumento dell'inflazione in un contesto di forte ripresa dell'economia.

L'istituto centrale, guidato dall'ex ministro dell'Economia Gyorgy Matolcsy, ha deciso di alzare i tassi di interesse di 0,30 punti portando così il costo del denaro all'1,50%. Si tratta del terzo ritocco all'insù di quest'anno dopo quello di giugno e luglio. In risposta alla pandemia, nell'estate 2020, la banca centrale ungherese aveva abbassato i tassi al minimo storico dello 0,6%.

Nel documento che accompagna la decisione i funzionari della MNB sottolineano il "successo" della ripresa economica del Paese che ha registrato, nel secondo trimestre dell'anno in corso, una espansione del 2,7%, rispetto ai tre mesi precedenti "superando il livello pre-crisi". Su base annua il PIL ungherese è cresciuto del 17,9 per cento.

Al fine di "garantire la stabilità dei prezzi" - si legge nel documento - il Consiglio monetario ha dunque ulteriormente inasprito le condizioni monetarie, proseguendo il ciclo di rialzo dei tassi di interesse iniziato a giugno.

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