L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 31 agosto 2021

Un inno all'odio - Draghi, lo stregone maledetto, ha rispolverata la Strategia della Tensione per imporre Paura&Terrorismo come metodo di governo

NON CADREMO NELLA TRAPPOLA DELLA SPIRALE DI VIOLENZA E CONTRO-VIOLENZA

AGO 31, 2021di SOLLEVAZIONEin POLITICA


«Non cadremo nella trappola della spirale di violenza e contro-violenza»

Comunicato stampa 30 agosto 2021

E’ sotto gli occhi di tutti, contro il cosiddetto “green pass” e l’obbligo vaccinale, in difesa della libertà di scelta terapeutica e della democrazia, è sorto un grande movimento di massa.

Un movimento che vede la partecipazione consapevole dei più diversi soggetti sociali: dai lavoratori della sanità e della scuola, alle partite Iva, agli studenti.

E’ una nuova e tenace resistenza quella che sta sorgendo, essa può e deve crescere, espandersi acquistare forza e autorevolezza. Ma essa ha diversi nemici, esterni ma pure interni, anzitutto un potere tetragono deciso a fondare un nuovo regime autoritario e tecnocratico.

Visto che il terrorismo psicologico e le minacce non hanno fermato le proteste, il potere ha messo nel conto di usare il pugno di ferro per soffocare questo movimento nella sua culla. Sappia, chi detiene il potere, che noi non ci faremo intimidire.

Davanti ad una eventuale offensiva repressiva sapremo difenderci mettendo in campo vincenti azioni di disobbedienza civile di massa. Non cadremo quindi nella trappola della spirale di violenza e contro-violenza.

Per questo, pur sentendoci vicini al sentimento di rivolta di tanti cittadini, denunciamo apertamente coloro i quali, si tratti di soggetti nascosti dietro all’anonimato o sciagurati personaggi che si muovono tra ambienti avventuristi e di malavita, vanno lanciando azioni di forza bellicose: dai blocchi delle autostrade e delle stazioni ferroviarie, agli assalti al Parlamento.

Per un movimento che sta muovendo i primi passi questa fuga in avanti sarebbe un suicidio e presterebbe il fianco proprio al potere che non vede l’ora di fermare i moti di rivolta.

Per questo, mentre condanniamo questi esagitati, invitiamo tutti i cittadini risvegliati a non seguire le loro indicazioni ambigue e velleitarie ed a proseguire nelle mobilitazioni in corso, città per città, fino alla grande manifestazione nazionale del 25 settembre a Piazza San Giovanni a Roma.

Certo che dovremo bloccare la macchina diabolica del potere, ma potremo farlo quando saremo in grado di avere con noi milioni di cittadini consapevoli e ben organizzati. E quando saremo milioni tutto sarà possibile, anche la resa dei conti con i criminali abusivi che occupano le istituzioni della Repubblica.

Fronte del Dissenso


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