L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 agosto 2021

e quando i terroristi tagliagola mercenari dell'Isis riceveranno gli ordini gli attentati ai civili diventeranno drammatici. Gli statunitensi aspettano solo il momento buono per iniziare le stragi

CAOS AFGHANISTAN/ “L’Isis per agire aspetta che i talebani prendano il potere”

Pubblicazione: 24.08.2021 - int. Marco Bertolini

Secondo l’ex comandante della Folgore il caos a Kabul dimostra che il piano Usa era di fatto inesistente.

All'aeroporto di Kabul (Afghanistan) (LaPresse)

Si continua a morire all’aeroporto di Kabul, non solo i civili che cercano di fuggire uccisi nella calca. Un soldato delle forze di sicurezza afgane è morto in uno scontro in cui sono stati coinvolti anche soldati americani e tedeschi non si sa bene da chi scatenato. È il quadro di una situazione tesissima di fronte alla quale il leader inglese Boris Johnson ha chiesto agli Stati Uniti di prolungare le evacuazioni oltre il 31 agosto, data prevista per l’abbandono completo di Kabul. I talebani hanno minacciato che se ciò dovesse succedere reagirebbero. “Non è possibile pensare che le operazioni di evacuazione si estendano all’infinito” ci ha detto in questa intervista il generale Marco Bertolini, già comandante della Brigata paracadutisti Folgore a Kabul nel 2008 e capo di Stato Maggiore Isaf. “Non esistono capacità tecnologiche e pratiche per farlo, ed è l’evidenza che non esisteva nessun piano di evacuazione da parte delle forze occidentali”. Nel frattempo, in questo caos, comincia a farsi presente la minaccia dell’Isis, che potrebbe approfittarne per attentati stragistici in grado di far sentire la propria voce.

Boris Johnson ha chiesto a Biden di prolungare le operazioni di evacuazione ben oltre la data del 31 agosto, i talebani hanno detto che in tal caso ci sarebbero conseguenze. Cosa potrebbe succedere?

Non credo si possibile pensare di rimanere a Kabul all’infinito, vuol dire protrarre una situazione difficilissima da gestire. Sappiamo che c’era un accordo con i talebani che indicava il ritiro delle forze occidentali, ma non credo che interverranno militarmente in caso si prolunghi la presenza americana e alleata. Se ci fosse davvero da parte talebana l’intenzione di arrivare allo scontro ci sarebbe una reazione pericolosa per i talebani stessi. Quella di Boris Johnson la ritengo una dichiarazione puramente politica di fronte al montare nell’opinione pubblica di una forte indignazione, la stessa opinione pubblica che per vent’anni se ne è fregata dell’Afghanistan sta reagendo in modo alquanto ipocrita. Sembra che scoprano adesso che i talebani sono brutti e cattivi.

Il governo americano ha chiesto alla propria aviazione civile di mettere a disposizione aerei per sostenere l’evacuazione. L’esercito più potente del mondo non ha abbastanza aerei da trasporto?

Credo che tale richiesta sia dovuta all’intenzione americana di andarsene al più presto da Kabul. Gli aerei da trasporto militare sono dislocati in tutto il mondo e impiegare solo quelli sarebbe una difficoltà logistica non da poco, anche se è vero che sono aerei blindati con sistemi di grande sicurezza, cosa che non sono gli aerei civili. Ma di fronte alla situazione evidentemente preferiscono assumersi dei rischi con lo scopo di andare via il prima possibile. Non c’è nessuno in grado di risolvere tutti i problemi solo grazie alla tecnologia, questa è una cosa che dovremo ricordare in futuro.

A proposito di questo, cosa dobbiamo pensare del piano di evacuazione a fronte del grande caos a cui stiamo assistendo?

Che non ci fosse nessun piano di evacuazione. L’Italia sicuramente ha delle colpe, a maggior ragione gli americani che hanno migliaia di collaboratori afgani diretti e indiretti molti dei quali vogliono venir via. Altri vogliono venir via a prescindere essendo un paese di migrazione, emigravano anche prima del ritorno dei talebani.

Si parla di un piano per distruggere l’arsenale militare americano destinato all’esercito afghano e caduto in mano ai talebani. Ritiene sia possibile?

La capacità di colpire i principali depositi c’è. Si tratta di armi, elicotteri e aerei. Gli americani non hanno difficoltà a fare una cosa del genere. L’Afganistan continua a rimanere nell’area di responsabilità dell’alleanza occidentale di base in Qatar. Tramite droni e satelliti possono controllare tutto il paese, sanno dove sono i depositi e se effettivamente volessero distruggere qualcosa potrebbero farlo.

Intanto si parla di infiltrazioni di kamikaze dell’Isis all’aeroporto di Kabul con l’intenzione di provocare stragi propagandistiche. Che ne pensa?

Il problema dell’Isis è spuntato qualche anno fa quando hanno cominciato a contendere il controllo del territorio ai talebani. Sicuramente potrebbero infiltrarsi nell’area dell’aeroporto mischiandosi ai profughi però è improbabile. È invece probabile che una volta finita questa fase inizino a contendere il potere del governo che verrà costituito, e che si possa avere un maggior attivismo da parte dell’Isis. Sarebbe molto pericoloso. Mentre i talebani bene o male sono una realtà afgana, l’Isis è una realtà jihadista transnazionale con un obbiettivo di livello globale. Con i talebani siamo arrivati al peggio, il peggio del peggio sarebbe l’Isis.

(Paolo Vites)

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