L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 27 agosto 2021

Gli ordini sono arrivati ai mercenari dell'Isis, le stragi dei civili sono iniziate, la Strategia della Paura e del Caos nata a New York l'11 settembre del 2001 quando due aerei hanno fatto cadere tre torri deve essere propagata nei paesi non allineati all'Impero statunitense. La vendetta degli Stati Uniti contro i Talebani è iniziata

Regola Generale: Strage = Strategia della Tensione

Maurizio Blondet 27 Agosto 2021

Islamisti che perpetrano un attentato contro il regime islamista talebano – che più islamista non si può – rivela il satanico sarcasmo della Mente che l’ha concepito. Questa strage all’aeroporto di Kabul è fin troppo ovviamente contro il regime talebano appena insediato, bisognoso di legittimazione, di cui dimostra che non sa garantire la stabilità, l’ordine pubblico , e ne denuda l’impotenza.

Come regola generale, e senza la pretesa di dire nulla di originale, ricordo che gli attentati-strage indiscriminati sono sempre “false flag”. Rievoco quel che accadde in Italia durante gli anni di piombo. Le Brigate Rosse facevano attentati mirati, gambizzarono Indro Montanelli, rapirono Aldo Moro, uccisero carabinieri, poliziotti e dirigenti carcerari, imprenditori: colpivano avversari politici o come tali da loro percepiti. I loro attentati erano comprensibili, avevano una strategia e una logica, e tra l’altro aumentavano il favore di cui godevano presso la parte di opinione pubblica che simpatizzava con loro, giornalisti, intellettuali, movimenti rossi vari (“Né con lo Stato né con le BR” era la foglia di fico dei simpatizzanti).

Gli attentati (di stato) fascisti erano di tutt’altra natura. Erano stragi: sui treni, alla stazione di Bologna, a Brescia durante una manifestazione sindacale. Per lo più anonimi e non rivendicati, muti atti di ferocia indiscriminata, e che – ovviamente – rovinava la causa “fascista” per cui apparentemente erano commessi. Nemmeno il più fanatico fascista può approvare una strage su un treno, dove poteva esserci lui, o sua mamma o sua sorella.

Dunque le Brigate Rosse c’erano. Invece gli attentati-strage neri erano “strategia della tensione”: miravano a creare paura e incertezza nella popolazione generale, a mostrare che esisteva un pericolo indecifrabile e che poteva colpire dovunque col mezzo più facile e vile .

Allo stesso modo l’immane attentato di Kabul creerà gli stessi sentimenti nella popolazione, delegittima il governo.

E’ stato “l’Isis Khorasan”, assicurano le “fonti di intelligence” (CIA e satelliti) cui si abbeverano i media. Il Messaggero: “ La rivendicazione è ritenuta credibile secondo fonti americane anche dai funzionari dell’intelligence americana che nelle scorse ore avevano indicato proprio in questa fazione il maggiore pericolo per possibili attentati.. Anche secondo fonti della difesa britannica citate da Sky news.uk, è «altamente probabile» che l’attacco a Kabul sia stato compiuto dal gruppo terroristico Isis-K. Talebani e Isis-Khorasan sono in guerra e i talebani hanno indicato in varie occasioni di voler tenere il gruppo lontano dalle aree sotto suo controllo…

Repubblica aggiunge che “Secondo l’Onu (sic), l’Isis-Khorasan conta 2.200 miliziani armati concentrati nella provincia montana di Kunar, al confine con il Pakistan. Un contingente composito, dove trovano spazio militanti pashtun pakistani fuggiti dal loro Paese, disertori afghani, estremisti uzbeki e, in numero più limitato, reduci arabi di quello che fu lo Stato islamico siro-iracheno. Non è mai stata pienamente chiarita l’esatta natura dei rapporti con lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante…”

Quest’ultimo – lo “Stato Islamico dell’Irak e del Levante” è l’organizzazione etnicamente eterogenea che combatte in Irak una guerra civile infinita, e in Siria (il Levante) contro il legittimo govermo Assad: lo fa con finanziamenti sauditi ed addestramenti americani. Insomma un a firma.

Che messaggio manda al regime talebano appena insediato il Firmatario dell’enorme strage? Non starai stabile e saldo al potere, non ti lasceremo sfruttare i giacimenti, finché non diventi nostro “cliente”. Cliente nel senso lumeggiato recentemente da Thierry Meyssan. Consiglio la rilettura dell’articolo che ho postato pochi giorni fa

Il nemico dell’America è la Stabilità”, firmato colonnello Peters

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