L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 agosto 2021

Il regalo della parte buona del Monte dei Paschi di Siena a Unicredit è scelta scellerata e indigeribile, l'aumento di capitali di circa tre miliardi complica ulteriormente la questione per non parlare dei migliaia di licenziamenti

Mps cade in Borsa: titolo sotto pressione, i motivi

20 Agosto 2021 - 15:51

Le azioni Mps scivolano in territorio negativo e raggiungono picchi di ribasso anche oltre il 2%: a questione cessione a Unicredit si complica tra indiscrezioni e malumori politici.


Azioni Mps in rosso oggi a Piazza Affari.

Il titolo colleziona una delle peggiori performance, scosso dalle indiscrezioni sulla cessione a Unicredit tutta da definire e da malumori politici sul suo futuro.

Alle ore 15.20 circa, le azioni Mps perdono l’1,46% dopo aver toccato anche ribassi di oltre il 2%.
Azioni Mps pressate dalla vicenda cessione

Si fanno notare le azioni Mps oggi in Borsa: il titolo è in perdita e, da inizio sessione, ha lasciato sul terreno il 2,6% quanto ha toccato il picco più basso intraday a 1,10 euro per azione.

Sulla banca senese pesano sempre di più le indiscrezioni sul suo futuro.

Secondo Bloomberg, l’Italia sta valutando un aumento di capitale fino a 3 miliardi di euro per l’istituto, in modo da rafforzare le finanze della banca e renderla più attraente per un’acquisizione da parte di UniCredit.

La soluzione preferita dal Mef per soddisfare la richiesta di Orcel di un capital neutral deal è la vendita di azioni con diritto di prelazione che aiutino a proteggere le quote degli attuali investitori, secondo gli esperti in materia.

Gli importi sono ancora tutti in discussione e la dimensione finale dell’offerta in diritti dipenderà dall’esito della revisione da parte di UniCredit dei libri di Monte Paschi.

I colloqui sono in una fase iniziale e accordi dettagliati, inclusa la necessità di un aumento di capitale, saranno analizzati solo dopo che la due diligence sarà completata.

Quel che è certo è la condizione di capital neutrality imposta da Andrea Orcel, che dovrà comprendere gli oneri relativi all’aumento delle coperture sui crediti, la cessione di Npe, il processo di integrazione e la questione del personale, con una ipotetica risoluzione anticipata dei contratti di lavoro in Mps.

In questo contesto non ancora definito, le azioni Unicredit oggi sono in forte ribasso e alle 15.40 perdono l’1,37%.

Cosa ha chiesto Salvini sul dossier Mps?

La cessione Mps a Unicredit accende anche il dibattito politico e le ultime dichiarazioni al riguardo di Salvini non sono concilianti con il piano del Mef.

Nello specifico, il leader della Lega ha dichiarato:


“Dopo i risultati positivi dei primi sei mesi di quest’anno (attivo di 200 milioni) risulta ancora più incomprensibile l’ipotesi di svendere Mps a Unicredit, a spese dei contribuenti italiani, licenziando migliaia di lavoratori toscani e chiudendo centinaia di sportelli della banca più antica del mondo”

Salvini promette battaglia su posti di lavoro, sportelli nei piccoli centri, marchio storico dell’istituto senese. La sua intenzione è creare un terzo polo bancario italiano con altre banche incorporate.

La questione Mps-Unicredit non sembra affatto sulla via della pacifica soluzione.

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