L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 agosto 2021

Improvisamente le televisioni, i mass media hanno scoperto che l'Afghanistan è ricco di risorse naturali, terre rare, rame, carbone minerali di ferro, petrolio e gas affiancati dalla vera unica e propria industria: l'oppio

Gordon Duff: “Contro i talebani, terrorismo mediatico. Ecco perché”

Maurizio Blondet 20 Agosto 2021

Gordon Duff, ex ufficiale della US NAvy ,creatore di Veterans Today,è un insider ed un portavoce informale della componente “patriottica” del Pentagono. In queste ore ha lanciato un’accusa stupefacente: i media americani ed internazionali stanno inventando false storie dell’orrore sul regime talebano, allo scopo di sabotare gli accordi segreti che il Pentagono stesso aveva stretto coi talebani da anni per lo sfruttamento delle risorse minerarie congiunto del Paese. E accusa di questo il deep state.


“Dal 2010, il Pentagono ha segretamente mappato i giacimenti minerari in Afghanistan per un valore di oltre tre trilioni di dollari USA [in realtà, all’incirca un trilione, secondo le valutazioni concrete ndr]. Quelle risorse erano, fino a poche ore fa, in gran parte inaccessibili. Non è più così. I talebani hanno, negli ultimi dieci anni, scritto una lettera dopo l’altra a diplomatici americani e leader del Congresso, offrendo di porre fine alla guerra ma di consegnare queste risorse chiave alle compagnie americane.

“Questo è stato l’accordo che è stato offerto agli Stati Uniti, quasi “troppo bello per essere vero”, uno che è presumibilmente “sul tavolo” ora che la guerra civile è finita.

“Tuttavia, quell’accordo si sta smaterializzando minuto per minuto e ciò che lo sta uccidendo è questo, un massiccio sforzo di propaganda non dissimile dalle false storie di rapimenti e omicidi in incubatrici in Kuwait per far guerra all’Iraq”.

“I talebani ora, secondo i media statunitensi, stanno inviando bombaroli terroristici in tutto il mondo, bruciando vive donne e riempiendo migliaia di prigioni sotterranee segrete”.

Si sa che “gli Stati Uniti, se sottoposti a una propaganda abbastanza orribile, e che è già iniziata, saranno costretti a “sanzionare” l’Afghanistan e qualsiasi nazione che cercherà di lavorare lì. Finirebbero i progetti in corso con India e Cina, sparirebbero migliaia di posti di lavoro, lo sviluppo. Questo è ciò che gli Stati Uniti hanno fatto alla Siria …..La giustificazione per schiacciare il popolo siriano era una propaganda attentamente orchestrata e coordinata con il terrorismo false flag”. Ben lo sappiamo: “Assad che gasa il suo stesso popolo”, eccetera.

Ma chi sarebbe alla testa del complotto anti-americano? Gordon Duff ammette: “la forza e la direzione dietro questo sforzo sono difficili da accertare. Questa non sembra essere una lotta per il potere politico, ma piuttosto uno “scontro” tra cartelli bancari internazionali che si contendono i cadaveri in decomposizione del popolo afghano. Parte del motivo per cui gli Stati Uniti sono rimasti in Afghanistan erano le risorse naturali. Non esiste industria dei semiconduttori senza elementi delle terre rare. Le fluttuazioni in quei mercati, in quei mercati altamente riservati, le riduzioni dell’offerta per esempio, possono avere un rapido impatto sulle economie nazionali.2

E ancora:

“Riusciranno la CNN o Fox News a trasformare il crollo del miserabile regime di Ghani a Kabul in un nuovo “olocausto” fatto di menzogne ​​e nebbia? Questo è esattamente quello che stanno facendo; mercenari, ma per quale cliente?

“Potremmo andare oltre, e chiederci quanto di quello che è successo con la fine della guerra civile in Afghanistan – ( l’esagerato caos all’aeroporto dii Kabul, l’ inverosimile impreparazione della fuga americana, fornitrice di troppo tremende immagini tv) potrebbe essere stato pianificato – e non dai talebani.

“Come sempre, ci chiediamo “perché adesso” e “a chi giova?” Chi controlla la stampa americana? Non abbiamo chiesto se la stampa americana è controllata, è cosa nota. Il gioco consiste nel manipolare l’industria dei semiconduttori, che se non l’avete notato è il fattore dominante dei nostri tempi?

“Potrebbe essere più semplice, manipolare i mercati mondiali delle materie prime mentre si gioca con l’Afghanistan allo stesso modo in cui vengono gestiti gli eventi nello Stretto di Hormuz, manipolati legati agli scambi di futures sul petrolio. Cosa possiamo supporre? Il crimine per profitto è il gioco e se significa che milioni soffrono o addirittura milioni muoiono, così sia”.

Gordon Duff rivela altri dettagli notevoli: l’appoggio alla coltivazione dell’oppio dato dall’USAID (l’agenzia per lo sviluppo del governo USA) sotto il pretesto di rammodernare l’agricoltura: “La droga scorreva dall’Afghanistan attraverso i grandi progetti dell’USAID, dalle nuove fattorie, dal lavoro dei campi, dalle dighe e dai progetti di irrigazione, mentre anche i soldi più oscuri costruivano laboratori per la lavorazione dell’eroina travestiti da “impianti di lavaggio a secco” . Abbastanza prodotti chimici per il lavaggio a secco sono stati trasportati in Afghanistan da Karachi per pulire gli abiti della famiglia reale saudita per mille anni”.

Ed ecco un’altra accusa: “Da anni ormai l’Afghanistan è terreno di gioco per deviati sessuali tra le ONG e gli appaltatori mercenari, tra le élite militari dell’Occidente, e non dimentichiamo il corteo infinito di membri dei parlamenti e “diplomatici” vari che hannpo fatto le vacanze a Kabul (!) intrattenuti da ” fantolini ballerini”. Questa è la verità, ma solo una piccola dose di verità. La vera “verità” è anche là fuori, una verità non raccontata, una storia non consentita, una storia di denaro, potere e crimine.

Le ricchezze minerarie dell’Afghanistan accertate dal Pentagono:

Scrive Gordon Duff: “ le compagnie minerarie degli Stati Uniti, aspettano da decenni di entrare in Afghanistan. Nel 1992, il Nathan Berger Studies Project sull’Afghanistan ha pubblicato un rapporto sulle risorse minerarie del paese . Questo rapporto ha delineato ciò che sarebbe necessario per ripristinare le infrastrutture dell’Afghanistan dopo anni di conflitti interni . L’elenco dei minerali è sbalorditivo, non solo carbone e minerale di ferro, ma anche terre rare, smeraldi, rame, cromite e considerevoli petrolio e gas.

Quanto agli elementi delle terre rare. Dalle notizie della NBC, 2014:

Nonostante sia una delle nazioni più povere del mondo, l’Afghanistan potrebbe trovarsi su uno dei più ricchi giacimenti di minerali al mondo, valutato quasi 1 trilione di dollari, affermano gli scienziati.

L’Afghanistan, un paese grande quasi quanto il Texas, è carico di minerali depositati dalla violenta collisione del subcontinente indiano con l’Asia. L’US Geological Survey ha iniziato a ispezionare le risorse minerarie dell’Afghanistan dopo che le forze guidate dagli Stati Uniti hanno cacciato i talebani dal potere nel paese nel 2004. Nel 2006, i ricercatori statunitensi hanno effettuato missioni aeree per condurre indagini magnetiche, gravitazionali e iperspettro sull’Afghanistan.

Le rilevazioni aeree hanno determinato che l’Afghanistan può contenere 60 milioni di tonnellate di rame, 2,2 miliardi di tonnellate di minerale di ferro, 1,4 milioni di tonnellate di elementi delle terre rare come lantanio, cerio e neodimio e filoni di alluminio , oro , argento, zinco, mercurio e litio . Ad esempio, il giacimento di carbonatite Khanneshin nella provincia di Helmand in Afghanistan ha un valore di 89 miliardi di dollari, pieno com’è di terre rare .

Nel 2010, i dati dell’USGS hanno attirato l’attenzione della Task Force per le operazioni commerciali e di stabilità (TFBSO) del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti, a cui è affidata la ricostruzione dell’Afghanistan. La task force ha valutato le risorse minerarie dell’Afghanistan a 908 miliardi di dollari… Negli ultimi quattro anni, USGS e TFBSO hanno intrapreso dozzine di escursioni per confermare i ritrovamenti aerei, risultando in quelle che sono essenzialmente mappe del tesoro per le compagnie minerarie.

Che dire? Nelle stesse ore, Russia e Cina “fanno gli straordinari” per togliere ai talebani l’etichetta di terroristi, dice Pepe Escobar. E i talebani hanno assicurato ai russi quello che preme a Mosca: “Sicuramente “non permetteranno all’Afghanistan di diventare un rifugio sicuro per i terroristi internazionali”. Questo è il codice per ISIS/Daesh, i terroristi finanziati dai sauditi e armati dagli USA, che operano in Siria su mandato di Obama..

Il russo: Non vediamo una minaccia..

Si apprende che Putin ha un uomo, ZN Kabulov, Rappresentante speciale del Presidente della Russia per l’Afghanistan, l quale sulla situazione in Afghanistan in un’intervista con i media russi rivela: “Abbiamo stabilito contatti con il movimento talebano negli ultimi 7 anni, discusso molti punti. Abbiamo contatti consolidati da tempo, contatti con il movimento talebano. Il fatto che abbiamo preparato il terreno in anticipo per una conversazione con il nuovo governo in Afghanistan è un vantaggio della politica estera russa, che utilizziamo al meglio nell’interesse a lungo termine della Federazione Russa.

E infine: “La ​​Russia non è guidata dall’opinione dei paesi dell’UE nello sviluppare la sua posizione sulla situazione in Afghanistan. Una caratteristica speciale [dei paesi dell’UE] è commettere errori di politica estera. Ne hanno già commesso uno, per il quale sta pagando il popolo afghano. Pertanto, non sono, un esempio per noi.
🔹 Non vediamo una minaccia diretta ai nostri alleati in Asia centrale. Non c’è un solo fatto che suggerisca il contrario”.

Z. N. Kabulov, plenipotenziario di Putin per l’Afghanistan. Ha rapporti coi talebani da 7 anni…

Insomma Kabulov dà sostanzialmente ragione a Gordon Duff: c’è una campagna di esagarazionei mediatico-politica per delegittimare i talebani? Vi lascio la domanda.

Nessun commento:

Posta un commento