L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 20 agosto 2021

La Cina sta forzatamente facendo diminuire la differenza tra i valori dell'azioni e i bilanci reali dell'impresa. Distrugge bolle in maniera controllata, da febbraio 2021 che sta operando in tal senso, i risultati si vedranno quando il Casinò di Wall Street farà CRASH

Cosa sta succedendo alle azioni cinesi?

20 Agosto 2021 - 14:46

Cina senza freni e gli indici vanno in tilt: anche oggi giornata nera per i listini asiatici. Cosa sta succedendo alle azioni cinesi e perché questo tonfo? I motivi nelle ultime decisioni di Pechino.


Azioni cinesi in caduta libera e mercati asiatici in profondo rosso: cosa sta succedendo?

Il rally del post-Covid è svanito in queste ultime settimane che hanno registrato tonfi sorprendenti soprattutto nelle Borse asiatiche. Non c’è soltanto la variante Delta a spaventare le piazze finanziarie.

Il ruolo della Cina è sempre più rilevante. Nella giornata di venerdì 20 agosto, per esempio, le big tech cinesi sono crollate dopo che il Paese ha approvato una severa legge sulla privacy dei dati, suscitando rinnovate preoccupazioni tra gli investitori sull’intensità della sulla repressione normativa di Pechino.

Cosa sta accadendo alle azioni cinesi?

Venerdì nero: è crollo per le azioni cinesi

Negli scambi del 20 agosto l’indice Hang Seng è sceso dell’1,8%, portando le perdite dal suo recente picco del 17 febbraio a oltre il 20%.

Il risultato ha esteso il calo settimanale al 5,8%, la peggiore performance da marzo 2020.

A Hong Kong, i maggiori titoli di Internet e di e-commerce della Cina, tra cui Tencent e Alibaba, sono caduti dopo che l’agenzia di stampa statale Xinhua ha annunciato l’approvazione di una nuova legge, che sarà in vigore a novembre.

La misura richiederà alle piattaforme Internet di istituire “robusti sistemi di conformità alla protezione delle informazioni personali” e le aziende sono invitate a “non raccogliere eccessivamente informazioni personali”.

Secondo una bozza della legge la capacità delle aziende cinesi di raccogliere dati senza il consenso degli utenti è stata drasticamente ridotta e sono state imposte multe fino a 50 milioni di Rmb (7,7 milioni di dollari) o il 5% delle entrate annuali per gravi violazioni.

L’indice Nasdaq Golden Dragon delle grandi azioni cinesi quotate negli Stati Uniti ha chiuso con oltre il 5% in meno giovedì 19 agosto, trascinato da un calo di quasi il 7% per il gruppo di e-commerce fondato da Jack Ma.

L’indicatore è scivolato di quasi il 10% da lunedì, mettendolo sulla buona strada per il suo più grande calo settimanale da aprile.

Il sell-off per i titoli tecnologici cinesi, provocato dalla regolamentazione di Pechino contro settori tra cui giochi e fintech, ha portato l’indice a scendere di quasi il 53% dal suo picco di febbraio. Decine di miliardi di dollari sono stati cancellati dalla ricchezza di magnati tra cui il fondatore di Alibaba e Pony Ma di Tencent.
Non solo tech: a picco altri titoli in Cina

Se giovedì 19 agosto la Cina aveva mandato in tilt i titoli del lusso in Europa all’annuncio di misure contro i super ricchi della nazione, il giorno dopo altri comparti sono stati colpiti dal piano di Pechino.

Nel dettaglio, i titoli sanitari sono crollati dopo che il portavoce del Partito comunista cinese, il People’s Daily, ha chiesto una maggiore regolamentazione delle prescrizioni compilate utilizzando piattaforme online. La sicurezza delle vendite di farmaci da prescrizione online è “diventata un argomento di preoccupazione sociale”, ha affermato.

Ping An Healthcare è sceso del 14,5% mentre Alibaba Health Information Technology è crollato di oltre il 13%.

Nei mercati della Cina continentale, i produttori di liquori sono stati pressati da un forte sell-off a seguito di rumors sulla volontà del Governo di smorzare la cattiva abitudine di bere dopo il lavoro e ridurre l’usanza del bere.

La smania di controllo e regolamentazione della Cina rischia di far scappare gli investitori, anche nei comparti più promettenti secondo gli analisti. Cosa accadrà, ancora, alle azioni cinesi?

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