L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 28 agosto 2021

La paura e il terrore come metodo di governo ha bisogno di asservire tutte le informazioni al suo volere, il diritto di cronaca è niente e può anche morire

LA PRESA DI POSIZIONE
Meno conferenze stampa con il decreto sulla presunzione d’innocenza, Gratteri: «A rischio diritto di cronaca»

VIDEO | Il procuratore di Catanzaro, a Nicotera, ha esortato il sindacato dei giornalisti a prendere posizione sulla nuova disciplina relativa alle comunicazioni che possono essere date da magistrati e investigatori

di Agostino Pantano
20 agosto 2021 22:15

«Non capisco dove è il sindacato dei giornalisti, cosa dice sul punto». Richiama, o sollecita, la Fnsi, il procuratore Nicola Gratteri, a proposito del decreto con cui il governo intende disciplinare in maniera restrittiva – recependo una direttiva europea – la comunicazione con cui magistrati e forze dell’ordine informano sullo stato di un processo.

«A me delle conferenze stampa non interessa più di tanto – ha proseguito – il procuratore di Catanzaro parlando a Nicotera – a me interessa che i giornalisti abbiano la possibilità di spiegare quello che accade, si chiama diritto di cronaca: senza fare nomi, o criminalizzare nessuno, la gente deve essere informata».

La stretta ipotizzata dal governo riguarda da vicino, oltre che la propalazione di documenti stravolgano “la presunzione di innocenza” garantita dalla Costituzione – appannaggio degli indagati - anche la diffusione di notizie nelle conferenze stampa in occasione di operazioni con arresti. «Io non ho bisogno delle conferenze stampa – ha aggiunto Gratteri – perché ormai sono stranoto, non ho bisogno della foto sui giornali o del minuto nel tg, ma è giusto che chi non può parlare per motivi istituzionali venga rappresentato e gli venga data la giusta gratificazione: io molte volte nelle conferenza stampa vado per un momento di riflessione, per raccontare il sacrificio di centinaia di figure delle forze dell’ordine che vanno oltre il loro compito dimostrando una grande abnegazione per portare a termine le indagini».

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