L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 25 agosto 2021

Non sono gli Stati Uniti a stabilire che i soldati dell'Eritrea devono andarsene ma è il governo etiopico a deciderlo. Arroganza e presunzione statunitense

“Sulla situazione del Tigrai va sottolineato che è l’Etiopia ad aver chiesto all’Eritrea di intervenire e nell’incontro di fine marzo Abiy ha detto che i loro due paesi devono restare uniti”. Il 5 aprile, infatti, pochi giorni dopo l’incontro di Asmara, il Ministero degli Esteri etiopico, con un comunicato stampa, esprime la propria gratitudine per l’appoggio militare eritreo contro l’attacco del Tplf. “Mentre il mondo sembra aver frainteso gli sforzi dell’Etiopia per riportare nel Tigrai legge e ordine, il popolo eritreo e il suo governo hanno capito la situazione e ci hanno sostenuto”

Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro il capo delle forze armate eritree per le violenze nella regione etiope del Tigrè


L’amministrazione americana di Joe Biden ha imposto alcune sanzioni contro Filipos Woldeyohannes, il capo delle forze armate eritree, per gravi violazioni dei diritti umani compiute durante il conflitto combattuto nella regione etiope del Tigrè.

La guerra era iniziata nove mesi fa, quando l’esercito federale etiope aveva attaccato le forze del Fronte di Liberazione del Popolo del Tigrè (TPLF), partito dominante nella regione che cercava maggiore indipendenza: si era temporaneamente interrotta a dicembre, quando il governo centrale aveva annunciato di avere conquistato Macallè, la capitale regionale, ma poi di fatto gli scontri erano ricominciati quando i ribelli erano riusciti a riprendere il controllo della città. Nel corso dei combattimenti era intervenuto anche l’esercito eritreo (a fianco delle forze federali etiopi), che è stato poi accusato di avere compiuto gravi crimini contro i civili, tra cui massacri, stupri, saccheggi ed esecuzioni arbitrarie di civili.

Oggi le truppe eritree si trovano ancora nel Tigrè, nonostante diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti, ne abbiano chiesto più volte il ritiro.

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