L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 31 agosto 2021

Un inno all'odio - Paura&Terrtore come metodo di governo - Ti impediscono di curarti a casa, ti impongono a pagamento di fare i tamponi farlocchi e se ti becchi l'influenza ti obbligano ad andare in ospedale la chiamano covid e non ti curano, il parossismo dell'ideologia dei vaccini sperimentali continua a raggiungere vertici sempre più alti, e gli imbecilli fanno a gara per essere sempre più servi più proni

NEWS
Il Lazio studia un modello per addebitare ai No-Vax le loro spese per Covid

scritto da Chiara Ferri
31 Agosto 2021, 10:40

“I no vax che contraggono il Covid e finiscono nelle terapie intensive degli ospedali del Lazio dovranno pagare i ricoveri”. È tassativo l’assessore alla Sanità della regione Lazio, Alessio D’Amato. L’assessore, in un’intervista a Il Messaggero, sottolinea che “queste persone che rifiutano la vaccinazione mettendo a rischio la libertà altrui, devono assumersi la responsabilità fino in fondo delle proprie scelte e delle proprie azioni“.

Il Lazio dichiara guerra ai No-Vax

Molto spesso, nel dibattito sull’obbligo vaccinale, si è parlato di addebitare a chi sceglie liberamente di non ricevere il siero anti-Covid le eventuali cure necessarie in caso di infezione e necessità di ricovero. Quella di D’Amato, però, non è una semplice provocazione. “Stiamo lavorando e ci sono dei modelli a cui, ad esempio, facciamo riferimento – spiega l’assesore del Lazio – e sono quelli della Lombardia dove un tempo veniva spedito a casa del paziente, prima ricoverato e poi dimesso, una sorta di ‘memorandum’ su quanto la sua degenza fosse costata all’ente regionale”. Mentre prima “non si chiedeva un centesimo, con i no vax siamo intenzionati ad andare oltre”. Questo il progetto della Regione Lazio.

1.500 euro al giorno

Il Lazio è una delle regioni con la maggiore percentuale di vaccinati. Resta però uno “zoccolo duro” di No-Vax o persone ancora indecise. Nonostante i numeri confermino che sono proprio i non vaccinati ad avere più probabilità di finire in terapia intensiva. Ogni ricovero in terapia intensiva costa circa 1.500 euro al giorno per una media di 17 giorni di degenza. “L’aspetto più difficile da accettare – continua D’Amato – è che queste persone nel momento esatto in cui finiscono ricoverate si rendono conto del dramma e del pericolo che stanno correndo e tutti si pentono di non essersi vaccinati”. “Lo faremo: è ora di mettere un punto”, conclude. >> L’infettivologo Matteo Bassetti aggredito sotto casa: “Ho denunciato 70 persone, lo Stato si muova”

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