L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 15 agosto 2021

Saif al Islam Gheddafi, presentarsi alle elezioni e vincerle è un obiettivo concreto

UN PAESE NEL CAOS E I FANTASMI DEL PASSATO
La Libia verso le elezioni e il ritorno di Gheddafi junior "Dietro c’è la spinta di Putin"

Il secondogenito di Gheddafi Saif al Islam, 49 anni

Il presidente russo Vladimir Putin punta a portare Saif al Islam Gheddafi, 49 anni, alla guida della Libia e sta facendo pressioni sul generale Khalifa Haftar perché sostenga il secondogenito dell’ex leader Muammar Gheddafi alle prossime elezioni di dicembre. È quanto scrive Bloomberg, citando tre fonti al corrente delle iniziative russe.Tuttavia altre fonti libiche hanno fatto sapere che lo stesso Haftar starebbe prendendo in considerazione una propria candidatura. Una fonte vicina al Cremlino ha sottolineato invece che Putin considera la Libia "una questione profondamente personale e sente la responsabilità per Saif al-Islam", dopo l’uccisione del padre nel 2011 sostenuta dalla comunità internazionale con un voto all’Onu.

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