L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 15 agosto 2021

Ti vaccini sperimentalmente e vai in lockdown, ti vaccini sperimentalmente e la mascherata continua. L'economia ha bisogno di raffreddarsi per i miliardi che le banche centrali stampano e regalano al sistema finanziario in maniera che nei vari Wall Street del mondo i casinò possono andare a vanti a giocare all'infinito. Paura&terrore è il nuovo metodo di Governo

Scatta il lockdown anche a Canberra
Un australiano su due chiuso in casa

di Alessandra Muglia
13 agosto 2021

Nel Paese soltanto il 25% degli over 16 è vaccinato e il confinamento resta l’unica arma contro la variante Delta. Si inaspriscono le restrizioni a Sydney. A Melbourne la chiusura riguarda l’intero stato


L’Australia sta lottando a suon di lockdown contro una nuova ondata di casi legata alla diffusione della variante Delta: oltre la metà dei suoi 25 milioni di abitanti è in isolamento. In due delle sue più grandi città, Sydney e Melbourne, da giorni sono in vigore rigorose restrizioni. Stamattina si è aggiunta Canberra: la capitale si è svegliata «chiusa» nel primo lockdown da oltre un anno. Il confinamento, che coinvolge 400mila persone, è stato deciso dopo il caso, ieri, di un uomo risultato positivo: considerando che 1800 persone sono state identificate come suoi contatti stretti, i contagiati sono destinati a salire rispetto ai 6 rilevati 24 ore dopo.

Sempre oggi sono scattate a Sydney restrizioni più severe, per contenere il picco di contagi registrato nella città nonostante le quasi sette settimane di lockdown. La polizia del Nuovo Galles del Sud, lo stato di Sydney, avrebbe richiesto altri 500 militari per aiutare gli agenti a far rispettare gli ordini di quarantena, riferisce il Sydney Morning Herald.
La scorsa settimana è partito il lockdown a Melbourne, il sesto dall’inizio della pandemia ma il primo che riguarda l’intero Stato di Victoria e non soltanto la sua capitale.

Oggi il governo nazionale si ritrova per fare il punto, preoccupato che i focolai esplosi a Sydney e dintorni possano diffondersi nel resto del Paese, dove soltanto il 25% della popolazione over 16 ha completato il ciclo vaccinale, a causa dei ritardi negli approvvigionamenti, ma anche dell’iniziale esitazione dei cittadini.

La ripresa del virus (da giorni i nuovi contagi quotidiani superano quota 300) ha provocato un aumento delle richieste di vaccino tra la gente. Così il premier australiano Scott Morrison, sotto attacco per la partenza lenta della campagna di immunizzazione, si è rivolto ai leader di altri Paesi per chiedere forniture di fiale.

Nonostante i recenti focolai, l’Australia con poco più di 37.700 casi e 946 morti risulta ancora tra i meno colpiti dalla pandemia tra i Paesi sviluppati.

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