L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 18 agosto 2021

Tutti sono a conoscenza dell’ impegno che i social media nel loro insieme stanno mettendo nell’ impedire che qualche brandello di verità e di dati reali turbi la commedia dell'influenza covid

Vaccini, baciamo le mani



Tutti sono a conoscenza dell’ impegno che i social media nel loro insieme stanno mettendo nell’ impedire che qualche brandello di verità e di dati reali turbi la commedia del Covid; probabilmente molti sanno che alla fine dello scorso anno è nata la Trusted News Initiative (TNI) . per controllare che su tutta l’informazione che non comparissero opinioni contrarie ai vaccini sperimentali e soprattutto numeri in grado di aprire gli occhi. Ciò che però sfugge generalmente all’osservatore è lo stretto legame che tutti centri di potere informativo hanno tra loro, con Big Pharma, e con il potere economico che si esprime progettualmente nelle fondazioni dei grandi ricchi.. Per esempio una delle più grandi agenzie di informazione del mondo occidentale ovvero la Reuters una settimana fa ha annunciato una nuova collaborazione con Twitter per “ fornire informazioni credibili più velocemente” sui social network e per combattere la diffusione della disinformazione sui vaccini, qualcosa di molto simile al rapporto che aveva già da mesi con Facebook.

Peccato che la Reuters nel suo annuncio abbia omesso di dire di essere non spettatore neutrale, ma parte in causa , cioè di avere rapporti organici anche Pfizer, con il Word Economici Forum e con la Trusted News Initiative che a sua volta comprende Associated Press, Agence France presse, BBC, CBC/Radio-Canada, European Broadcasting Union (EBU), Facebook, Financial Times, First Draft, Google/YouTube, The Hindu, Microsoft, Twitter, The Washington Post. Non si pensi che si tratti solo di pochi media rispetto a tutti quelli che ci sono nel mondo: a parte gli intrecci azionari, la maggior parte delle notizie che sentite in televisione e leggete sui giornali ( per la precisione il 78%) deriva da tre agenzie a New, York, Parigi e Londra, quelle appunto citate qui. Insomma una vera rete mondiale, un cartello che poi ingloba anche i centri informativi più piccoli. Robert Malone, inventore di vaccini a mRNA e farmaci a RNA, dunque persona che di queste cose be sa forse più tutti gli altri al mondo è stato uno dei primi ad essere fatto segno a censure e dall’espulsione da Linkedin di proprietà Microsoft per aver espresso dubbi sulla vaccinazione universale, si è chiesto da chi venisse fatta in concreto la verifica dei fatti visto la maggior parte dei verificatori “non ha alcun background scientifico o sanitario.” Infatti non verificano proprio nulla censurano e basta perché i vaccini e la pandemia sono anche il loro affare.

Ma che dire del fatto che Jim Smith , il quale siede nel consiglio di amministrazione di Pfizer, è anche l’ex presidente della Thomson Reuters Foundation, nonché attuale amministratore della società madre di Reuters, Thomson Reuters Corporation. E non solo è anche membro dell’International Business Council del World Economic Forum del quale fanno parte Pfizer, AstraZeneca, Johnson & Johnson, Moderna, Facebook, Google, Amazon, la Bill & Melinda Gates Foundation e testate giornalistiche come Time , Bloomberg e The New York Times?

Insomma qualcosa che rassomiglia molto alle ramificazioni del potere mafioso quale in fondo è ormai diventato il sistema neoliberista. E sarebbero questi che dovrebbero fornire una corretta informazione ovvero società e media che trovano tutte il loro tornaconto nella vendita di vaccini? Baciamo le mani ai vaccini perché è un’offerta che non possiamo rifiutare.

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