L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 25 agosto 2021

Voto inutile e perdita di tempo quando paura e terrore diventano metodi di governo di tutti i partiti che siedono in Parlamento e hanno le loro manine in ogni regione

REGIONALI
Calabria, elezioni dall’esito (quasi) già scritto

di Antonio Ricchio — 19 Agosto 2021

Tre candidati riconducibili al centrosinistra: si ripete la situazione delle elezioni 2020


Tre candidati espressione della stessa area politica e una (quasi) certezza: il centrosinistra si avvia a incassare una nuova sconfitta in Calabria. La lezione del 2020, quando la forzista Jole Santelli vinse le elezioni senza particolari patemi, non è servita granché ai gruppi dirigenti progressisti disseminati tra il Pollino e lo Stretto. Il cliché si ripete anche stavolta: cambiano gli addendi, ma non il risultato finale. E se la scorsa volta era toccato a Pippo Callipo, Francesco Aiello e Carlo Tansi dividere il bottino di chi non aveva scelto il centrodestra, stavolta la storia rischia di ripetersi con Amalia Bruni, Luigi de Magistris e Mario Oliverio.
In Calabria il sistema elettorale, almeno per l’elezione del presidente, è un maggioritario a turno unico. Vince, dunque, chi prende un voto in più. Con queste condizioni di partenza, Roberto Occhiuto, esponente di Forza Italia incaricato di guidare la coalizione di centrodestra, può già considerarsi il nuovo principale inquilino del decimo piano della Cittadella regionale.

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