L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 3 settembre 2021

Anni e anni di Strategia della Tensione ci hanno reso immuni dalla sua riproposizione che indica tutta la loro impotenza nel gestire la vera resistenza che è capace in blocco di rifiutare le loro provocazioni e che quindi diventano un boomerang ad effetto triplo

MERCOLEDÌ 1 SETTEMBRE 2021

Videoforum di Visione TV


Una faccia una razza


Credo che questa sia una delle trasmissioni più istruttive che si possano vedere sui media dell’informazione libera. Partecipano: Prof. Gianluca Marletta, docente di lettere, Francesco Carraro, avvocato, il sottoscritto. Modera Francesco Toscano Si parte dalla canea forsennata aizzata dalla stampa contro coloro che chiamano arbitrariamente “No Vax” e che comprende chi manifesta anche solo una minima perplessità rispetto ai cento fallimenti e alle mille contraddizioni dell’Operazione Covid-Vaccini-Green Pass. Il discorso si estende alla nuova strategia della tensione. Strategia adottata da ogni potere quando si trova in difficoltà, non riesce a convincere e cozza contro verità ineludibili. Nel laboratorio Italia, dei Bava Beccaris, Piazza Fontana, Via D’Amelio e Capaci, noi ne riconosciamo bene i segni. Non certo per merito mio, ma sono convinto che, più di tante altre, questa sia una trasmissione irrinunciabile.

Terrorismo vero contro terrorismo virtuale. La tecnica del transfert.

La storia dei terroristi che danno del terrorista alle loro vittime designate è vecchia come il cucco. Da quando hanno inventato il diavolo. Chi ce l’ha fatta, a forza di vita dissipata, ad arrivare alla mia età con stracci di memoria, si ricorda uno Stato barcollante sotto la spinta delle sue forze produttrici e pensanti, operai, studenti, donne, tutti. L’Autunno Caldo poi denigrato in “anni di piombo”. E’ dunque il terrore delle stragi, da Piazza Fontana in poi, per almeno un quarto di secolo. Noi, che ne eravamo il bersaglio sapemmo rispondere. Fu nostro il grande e difficile lavoro di disvelamento: “La strage di Stato”, il libro che offrì agli eterni turlupinati, vessati, uccisi, la buona novella della verità e delle responsabilità. Un piede di porco contro tutte le serrande che via via sarebbero state abbassate sulle nefandezze dei regimi dei pochi.

La notizia più recente alla base di quanto va succedendo, è questa: “Nonostante il 70% sia vaccinato, Israele registra 10.946 contagi in 24 ore e 7000 morti. Qualcuno si è preoccupato. Qualcuno, prima, aveva scoperto, frugando tra notizie non smentite ma nascoste, che, per esempio, il VAERS (organo ufficiale USA per la conta degli effetti avversi da vaccini) ha registrato 13.000 decessi da vaccino (70% trombosi), con una mortalità quindi 60 volte più alta di quella di tutti i vaccini passati. Qualcuno aveva notato l’analogia con “Eudravigilance”, l’organo equivalente UE, con un tasso di effetti avversi e morti da vaccino più o meno uguale. I sorci che Burioni vuole rinchiudere nelle loro tane, non ci fanno caso. Gli bastano Mentana e Locatelli.

Morti ed altri effetti avversi negli USA al 20 agosto 2021.

Qualcuno aveva sentito il Premier Draghi dire che, nel ristorante o al cinema, i dotati di passi verde si sarebbero trovati tra non contagiati e non contagianti, quando ha scoperto che a questo punto, anche in quel ristorante, siamo a tot vaccinati e tot contagiati. E poi aveva udito il suo virologo-pochette ridurre i non vaccinati a “sorci da chiudere in casa”. Qualcuno negli USA aveva letto sui giornali che il CDC, centro per la prevenzione e il controllo dei farmaci, annunciava la reclusione in “zone verdi” di tutti coloro che fossero ad “alto rischio”, intendendo per tali i non vaccinati, e si era sbilanciato, correndo col pensiero ai campi di concentramento. Insomma, qualcuno si era preoccupato. Ed era andato in piazza dove ha trovato molti altri preoccupati. Milioni tra Berlino, Parigi e Londra, molte migliaia tra Milano, Roma, Firenze, Torino…

A Berlino non c’è né un giudice, né un giornalista (diversamente da quanto succedeva sotto Re Federico II)


A questo punto la stampa – noblesse oblige nei confronti dei rispettivi danti causa - non ha potuto non reagire. Il tema è: dubbi vax uguale “sedizione”. E neanche la Procura di Torino, capofila della magistratura italiana fin dai tempi delle simpatie manettare riservate ai No Tav (comprese signore ultrasettantenni, pericolosissime), poteva esimersi dall’ aprire un’inchiesta sotto la dicitura “Terrorismo”. Media e Magistratura uniti in giornale, televisione e giudice, con per azionisti di maggioranza automobilieri, brevettisti, banchieri, oligarchi ospedalieri, tutti vaccinofili, CIA, hanno obbedito al riflesso condizionato (Pavlov) che gli scatena il fischio del pastore di Washington. Negli USA, dopo la sciarada delle elezioni presidenziali, chi aveva votato “male” veniva bollato di “terrorista interno”. Ora, in tal modo eliminato uno scettico della combine virus-vaccino, come Donald Trump, l’onta del reprobo piomba su chi – plebe o intellettualità scientifica – non crede, o non segue alla lettera i testi sacri del presunto virus e del presunto vaccino, entrambi da quelle parti prodotti e diffusi.

Strategia della tensione all’amerikana


Guerra dei terroristi al terrorismo

Il trucco è “strategia della tensione” e la risposta è “guerra al terrorismo”. Capita quando un assetto di potere, a forza di malefatte e cazzate, entra in crisi. Nei paesi meno alfabetizzati politicamente si reagisce in modo rozzo e, per chi ha buona vista, riconoscibile. Vedi gli USA dell’11/9, dove i terroristi planetari neocon decidono di prendere un paese economicamente e infrastrutturalmente a pezzi e provano a rilanciarlo a forza di “guerra al terrorismo” ed economie di guerra. Dall’occasione dell’11 settembre, vaticinata in precedenza, è guerra al terrore e semina di terroristi in mezza dozzina di paesi africani e mediorientali.


Vedi la stessa manica di psicopatici costretti alla fuga dall’Afghanistan, inseguiti da tutto un popolo (salvo 4 milioni di “sfollati” dalle bombe, che si vorrebbero rovesciare sui paesi limitrofi, o sull’Europa da scardinare). Il Pentagono, tutti i servizi segreti, il barbiere sotto casa e, ovviamente, il NYT, annunciano un dettagliatissimo attentato ISIS entro 24 ore. Come al solito, non lo si previene e, come al solito, lo si realizza facendo sparare i marines sulla folla degli speranzosi in trasferta, ammassati all’aeroporto, dicendo che è stato l’ISIS. Proprio come astutamente precisato 24 ore prima. Peccato che perfino la BBC ammetta la truffa. Poi si mandano i droni, a suo tempo inaugurati contro civili sospetti da Obama, e li si fanno lanciare missili su passanti (inevitabilmente donne, che riproducono afghani, e bambini, afghani di troppo) e si dice di aver decapitato la banda di terroristi. Chissa se, insieme alla base di Wagram, gli USA e la Nato abbandonano anche le tante carceri segrete della tortura sparse per tutto il paese. Che le abbiano passate all'ISIS?

Strategia della tensione all’italiana

Da noi, lettori di Ulisse, discendenti di Machiavelli e discepoli di una Chiesa che fa passare per dannati agnostici e miscredenti, si va più per il sottile. Negli anni ’70 i nostri maggiorenti, insidiati da masse escluse dal boom e a cui si tornava a stringere la cinghia, crearono gli “opposti estremismi”. Eliminarono le BR vere e ne crearono altre fasulle (1975), ricorsero alla P2, ai fascisti, alla mafia, con una spruzzata di servizi detti deviati, per un po’ di stragi (appunto di Stato), ne trassero l’occasione per far ammutolire ogni opposizione e per le prime leggi “restrittive” degli spazi democratici. E ricuperarono alla grande.

A ogni crisi la sua strategia della tensione e il suo terrorista

Tra morti di ogni malanno, ma che l’astuto tampone tramuta in vittime del Covid, giovani immuni allo 0,0005%, ma tampinati da tamponi e vaccini, vaccini salvifici che si scopre che non vaccinano e quindi richiedono ulteriori dosi, fino alla periodicità regolare, che non ti proteggono ma ti mantengono contagiabile e contagioso alla faccia del green pass, ecco la nuova crisi da affrontare.

Per neutralizzare chi riferisce di statistiche catastrofiche sugli effetti avversi, emboli, infarti, cecità, paralisi; chi si sente dire da premi Nobel (Montagnier e altri), dai più illustri dei medici e scienziati, dallo stesso vicepresidente di Pfizer (Mike Yeanon), dimessosi inorridito, che nel “vaccino” ci sono inspiegabilmente sostanze perniciose; chi apprende dalla stessa FDA americana che i farmaceutici non avevano incluso certi effetti avversi nei loro bugiardino, chi si sente spiegare da scienziati con indice H di rango scientifico decuplo rispetto a tutti i nostri televirologi, che il "virus aggredito dal siero produce varianti tipo Delta che contagiano di più" e fanno ulteriore fortuna dei vaccinari; per tutti costoro ci voleva una grande e risolutore antidoto. E ancor più ci voleva per mettere a tacere la massa degli sconcertati che non si facevano capaci come i curatori della nostra salute non ricorressero a farmaci e terapie di pochissimo costo per evitarci l’esito fatale del virus e addirittura le proibissero.

Dalla mascherina sul viso, a quella su te intero

Visto che provvedimenti-clava alla Gestapo, come gli arresti domiciliari, la frantumazione di ogni socialità, la criminalizzazione di ogni dissenso, le multe astronomiche, le novene televisive all’uranio impoverito, recitate tre volte al giorno da un pugno di virologi che, per carenza di malati, non avevano di meglio da fare, non avevano impedito gente in piazza e addirittura momenti organizzativi, si è potenziato il meccanismo mascherina. Dalla obliterazione della faccia e relativa comunicazione ed espressione, si è trascesi all’obliterazione del corpo intero, sangue, ossa e anima. Con il green pass sei fuori, out, raus!

Tra quelli dentro che, con te fuori, si contagiavano lo stesso, per quanto sventolassero il green pass, il provvedimento, di un tasso di angheria paragonabile all’abito a strisce nei campi di concentramento, suscitò l’effetto che si voleva combattere. Più gente in piazza, più punti interrogativi, più No Vax di quanti ne fossero apparsi sotto le insegne di No Tav, No Tap, No Muos, No Trivelle, No Nucleare, No Nato.

Dagli all’odiato odiatore!


E siamo all’oggi. La misura senza precedenti di odio per l’uomo/donna liberi/e sulla quale avevano navigato tutte le vessazioni politiche, sociali, economiche e culturali dell’impresa Covid, avrebbe dovuto raggiungere un livello tale da incendiare quante foreste del dubbio, diniego, contrasto, ancora ospitavano dei terroristi. Le forze armate dell’odio di regime, detto “progressista”, che dall’inizio della Grande Frode, avevano mascherato il proprio odio presentandolo su giornali e schermi con il cartello “Odio dei no vax, negazionisti, sovranisti, populisti, fascisti”, non conobbero più limiti.

Qualcuno aveva visto la trasmissione dell’epidemiologo Bassetti che, forte della vasta collaborazione con case farmaceutiche vaccinare, con i botoli latranti Giletti e Telese, infieriva come un pitbull da combattimento sul medico delle cure domiciliari che curano, Mariano Amici. Forse quel qualcuno è l’avventato che si è permesso di lanciare per strada un paio di contumelie al luminare, per le quali il quasi linciato ha chiesto un distaccamento di Marines sotto casa. Il Dr. Amici, bersaglio di analoghe invettive poiché colpevole di guarigioni, non lo ha richiesto.

Vedendo anche come a Torino, a Berlino, a Parigi, a Londra, odiatori del bene avessero affrontato violentemente le forze dell’ordine mettendogli la testa sull’asfalto e sotto il ginocchio, od opponendo il collo alla stretta affettuosa del braccio in divisa, non poteva più attendersi un minuto per il recupero dell’antica soluzione: strategia della tensione.

A ognuno il suo ISIS

A comportamenti estremi, misure estreme, aveva ventilato Marcello Sorgi, della Stampa e del Quirinale. Tipo quella che né il generale De Lorenzo, né il comandante Borghese, né P2 e CIA, erano riusciti a fare, il regime militare. Misura del tutto meritata da quelli che il virologo Burioni ha civilmente definito “sorci da chiudere in casa”.


Per i quali nientemeno che un poderoso sindacalista CGIL-Berlusconi-Monti-Alfano, come Giuliano Cazzola (nomen omen), sentendosi Biden contro l’Isis, ha invocato “le cannonate di Bava Beccaris ” (1898, 83 morti). E politici e costituzionalisti chiedono, se malati, di “fargli pagare le ospedalizzazioni”. E Draghi, reduce dell’assassinio del patrimonio industriale italiano, ha riservato la “qualifica di assassini”, come Biden con l’ISIS. E Mariotti (Confindustria) ha annunciato la “sospensione dello stipendio”. E Giani (presidente Toscana) vuole “vietato l’ingresso nei luoghi pubblici”. E Lucia Annunziata auspica la “presa per il collo”, tipo Berlino. E Crisanti virologo promette di “fargliela pagare”, come Biden all’ISIS. E il ragazzo di bottega di Travaglio, il Pulitzer Andrea Scanzi, si ripromette lo “spettacolo di vederli morire come mosche”, cosa che Biden dice di volere per l’ISIS. E la spalla di ogni comico (Telese, Cruciani, Concita), David Parenzo, promette di decontaminarli “sputando nel loro cibo”. Possibile che Torquemada non muoia mai in questo paese? Possibile.

Tanto possibile che il carico da novanta arriva dai rappresentati supremi del bene spirituale e di quello laico. Il papa: "Vaccinarsi è un dovere morale". Di rincalzo il capo dello Stato: "Vaccinarsi è morale". Ne consegue che non vaccinarsi è immorale. Non basta, per il papa vaccinarsi è "un atto d'amore" (non dice per chi, forse per Bill Gates). Chi non lo fa compie un atto di disamore, cioè di odio. Chi non si vaccina sta dalla parte del male.

Come vedete, uno degli schieramenti per la strategia della tensione, quello perbene, è sul posto. Vediamo cosa succede con l’altro. Quello che è l'equipollente dell’ISIS di Biden. Vuoi vedere che salta fuori un Valpreda che fa saltare per aria un orfanotrofio? Sennò, che terroristi sarebbero?

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