L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 settembre 2021

E' arrivato il Crollo Climatico il terzo elemento della Strategia della Paura aumenti paurosi in vista. Creare foreste e proteggerle è la soluzione altro che limiti impossibili da rispettare per la CO2

Perché le bollette di luce e gas si incendieranno


14 settembre 2021

Secondo il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel prossimo trimestre le bollette dell’elettricità aumenteranno del 40 per cento. Ecco parole, cause e scenari

Esplode il caso bollette in Italia. E non solo in Italia.

Secondo il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel prossimo trimestre (ottobre-dicembre) le bollette dell’elettricità aumenteranno del 40 per cento.

COSA HA DETTO CINGOLANI

Intervenuto a un convegno della Cgil a Genova, il ministro ha detto che “lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenterà del 40%”.

“Nessuno mette in discussione che la transizione ecologica vada fatta il prima possibile, senza indugi e con sacrifici enormi”, ha aggiunto il titolare del dicastero della Transizione ecologica. “Ci credo eccome alla transizione ecologica, ma non può essere fatta a spese delle categorie vulnerabili. Queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle”.

LA SPIEGAZIONE DI CINGOLANI

Secondo il ministro, il rincaro delle tariffe elettriche “succede perché il prezzo del gas a livello internazionale aumenta, succede perché aumenta anche il prezzo della CO2 prodotta”.

IL PREZZO DEL GAS

Il costo del gas è effettivamente aumentato negli ultimi mesi: c’entra la ripresa della domanda energetica delle aziende dopo la fine dei lockdown, soprattutto in Cina, e l’ondata di freddo nell’ultima parte dell’inverno che ha fatto calare i livelli delle scorte. Il prezzo del gas è molto alto sul mercato europeo e potrebbe crescere ancora durante l’autunno e l’inverno, vista la maggiore richiesta di energia per il riscaldamento in queste stagioni.

IL PREZZO DELLA CO2

Cingolani parla anche del “prezzo della CO2”, l’anidride carbonica: Si riferisce ai certificati di emissione che vengono scambiati all’interno del mercato europeo ETS.

in breve, l’Unione europea ha creato un mercato che garantisce alle aziende un certo numero di quote “di inquinamento” all’anno, che non devono sforare; tale numero si riduce nel tempo, e le aziende meno inquinanti possono vendere le proprie quote inutilizzate a quelle che altrimenti supererebbero la soglia massima.

Il sistema – che Bruxelles, con Fit for 55, intende rilanciare per raggiungere i suoi obiettivi climatici – ha lo scopo di incentivare il passaggio alle energie pulite attraverso l’aumento progressivo del prezzo del carbonio. Prezzo che in effetti ha raggiunto in effetti livelli molto alti, con ripercussioni tuttavia negative sul costo delle bollette di luce e gas per gli utenti.

L’AUMENTO DI LUGLIO-SETTEMBRE

Come ricordato da Cingolani, c’è stato un rincaro importante delle bollette di luce e gas nel trimestre luglio-settembre, rispettivamente del +9,9 e del +15,3 per cento. Le cause di questo aumento sono quelle già viste: il “prezzo del gas sui mercati internazionali” e i “diritti per le emissioni di CO2”, come spiegato dal presidente di Arera (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) Stefano Besseghini.

L’aumento si sarebbe potuto tradurre in una spesa maggiore di 280 euro per famiglia; l’impatto sui consumatori è stato però tamponato dall’intervento del governo, che ha destinato 1,2 miliardi di euro del decreto Lavoro e imprese alla riduzione degli oneri di sistema.

COSA SUCCEDERÀ ORA

Repubblica scrive che l’aumento del prezzo dell’elettricità del 40 per cento circa nel periodo ottobre-dicembre potrebbe significare – in assenza di un intervento del governo – una spesa maggiore per le famiglie fino a 500 euro all’anno: 100 euro per l’elettricità e 400 per il gas (considerato il maggiore consumo per il riscaldamento).

IL COMMENTO DI TABARELLI SULLE PAROLE DI CINGOLANI

Intervistato da Repubblica, Davide Tabarelli – professore all’Università di Bologna e presidente della società di ricerche Nomisma Energia – ha detto che “dalle quotazioni di mercato ci saremmo aspettati un balzo importante, anche fino al 25-30%. Ma non quanto annunciato dal ministro Cingolani”.

Per capire perché, secondo Tabarelli bisogna considerare “il metodo con cui si formano ogni tre mesi i costi delle bollette. Sono tarati da parte dell’Authority anche in base alle previsioni del trimestre successivo: i nuovi rialzi dei prezzi del gas sui mercati internazionali per l’aumento della domanda in Asia e circostanze imprevedibili come la bonaccia sul Mare del Nord delle ultime settimane, che ha quasi azzerato la produzione di energia eolica nel Nord Europa a partire dalla Gran Bretagna, hanno influito sul conto finale”.
Secondo Tabarelli, “l’emergenza finirà verso la metà del prossimo anno La situazione in Europa è momentanea, dettata dalla domanda di gas dell’Asia e dai timori per un inverno freddo che costringe tutti a riempire i depositi. A cui si aggiunge qualche problema tecnico dei giacimenti in Russia, primo fornitore della Ue. Poi, però, bisognerebbe parlare del ruolo dell’Europa. Sono fasi che andrebbero governate meglio”.

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