L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 22 settembre 2021

E' dura ma il 27 dicembre del 2021 cominciano a scadere i Passaporti dei vaccini sperimentali, saranno prorogati sempre con legge? Mentre i politici decisori si sono persi la loro Scienza

20 Settembre 2021 11:00
"Uno dei primi vaccinati morto di Covid". Il caso Gazzani e le domande senza risposta dalla politica
Agata Iacono


È morto a causa del Covid Gabriele Gazzani, uno fra gli operatori sanitari presenti al VaccineDay del 27 dicembre, il primo giorno in cui è stato somministrato il vaccino in Italia.

Gazzani, scrive Il Resto del Carlino, aveva ricevuto la seconda dose del siero Pfizer nella seconda metà di gennaio. La sorella Gabriella, intervistata dalla testata emiliana, ricorda come il fratello si sottoponesse spesso anche a tampone.

Gabriele Gazzani aveva 61 anni, tanti anni di servizio in ambulanza, prima con la Pubblica Assistenza e poi col 118.

Era stato tra i primi ad avere accesso alla vaccinazione: aveva ricevuto la prima dose già il 27 dicembre nel Vaccine day, il primo giorno in cui in tutta Italia (e anche a Ravenna) è partita la campagna di immunizzazione contro il Covid. La seconda dose di Pfizer (l’unico siero già approvato a fine dicembre) era arrivata a stretto giro, nella seconda metà di gennaio.

La sua storia ora ha risvegliato gli interrogativi che ci si pone da mesi in tutto il mondo circa la durata della copertura vaccinale, visto che proprio gli operatori sanitari sono stati vaccinati per primi. Del resto il caso di Israele, definito il topo da laboratorio della vaccinazione di massa, mostra casi eloquenti a proposito.

Anche il fratello di Gabriele Gazzani, prosegue il Resto del Carlino, anche lui operatore del 118 e vaccinato della prima ora, è ricoverato per covid.

Prepariamoci quindi ad ospedali senza personale, scuole senza docenti, fabbriche senza lavoratori..... Ah, no, i lavoratori saranno sospesi e sostituiti, come pezzi difettosi di una macchina, da nuovi schiavi che non pretenderanno l'eresia dei diritti, così i padroni non dovranno neppure giustificare il licenziamento. (Ops,... sospensione senza stipendio né contributi).

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