L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 settembre 2021

Euroimbecilandia continui a trattare la Russia con sufficienza e a toglierle dignità, la risposta minimale è l'aumento del gas. Sulla buona strada per il suicidio

La crisi energetica sta colpendo queste grandi industrie in Europa

17/09/2021 - 14:14

Europa intrappolata nella crisi energetica, con i prezzi di gas ed elettricità in corsa, a oscurare la ripresa. Intanto, l’impennata dei costi sta fermando grandi industrie europee: che succede?


Crisi energetica e prezzi alle stelle di gas ed elettricità in primo piano in Europa.

I livelli record dei costi stanno schiacciando i profitti di alcuni dei giganti industriali del continente, minacciando di far deragliare la ripresa economica della regione.

Cosa sta succedendo in Europa e quali colossi hanno già ridimensionato la produzione a causa dell’impennata dei prezzi energetici? La crisi si aggrava nel vecchio continente.
Queste aziende europee fanno i conti con i prezzi energetici alle stelle: il punto sulla crisi

I prezzi del gas in Europa sono più che triplicati quest’anno, mentre i costi dell’energia sono quasi raddoppiati: questa è la situazione della regione, che sta affrontando una crisi dell’offerta con il rischio di sconvolgere i piani di ripresa.

A testimoniare il momento concretamente difficile, ci sono le ultime notizie riguardanti colossi industriali del vecchio continente.

La principale azienda chimica europea BASF ha affermato di non essere stata in grado di evitare completamente l’impatto dei prezzi record dell’elettricità, nonostante la produzione dell’80% della propria energia. Il suo impianto di Ludwigshafen è il più grande per la produzione chimica integrata al mondo e utilizza 6 terawattora di elettricità all’anno, equivalenti all’energia contenuta in circa 3,5 milioni di barili di greggio.

Aurubis, il maggiore produttore di rame del continente, ha evidenziato che i costi energetici hanno già ridotto i profitti e continueranno a pesare sui margini per il resto dell’anno.

L’azienda chimica norvegese Yara International ASA ha dichiarato che ridurrà circa il 40% della sua produzione di ammoniaca a causa degli alti prezzi del gas.

CF Industries Holdings - fornitore di fertilizzanti - ha fatto sapere che interromperà le operazioni nei suoi complessi di produzione di Billingham e Ince in Gran Bretagna dopo che i costi del carburante sono rimbalzati.

Non solo, Il principale produttore di zucchero francese, Tereos, ha già avvertito dell’aumento dei prezzi del gas che fa aumentare fortemente i costi di produzione per l’azienda.

Il produttore di amido Roquette Freres, con sede nel Nord della Francia, ha dichiarato che gli alti prezzi dell’energia stanno creando finiranno per essere trasferiti ai clienti.

CropEnergies AG, uno dei maggiori fornitori europei di etanolo, questa settimana ha affermato che l’aumento dei costi energetici ha ridotto i suoi profitti rispetto all’anno precedente.
Europa in affanno nella ripresa economica?

Le difficoltà affrontate dai giganti industriali europei indicano ostacoli ancora maggiori per le piccole imprese ad alta intensità energetica, che in genere non dispongono di propri impianti di produzione di energia e hanno meno accesso a sofisticati strumenti di copertura che possono aiutare a compensare i guadagni di prezzo.

Con queste premesse, il cammino dell’Europa verso la ripresa potrebbe subire una brusca frenata.

Goldman Sachs Group ha ipotizzato un vero e proprio blackout per l’Europa questo inverno, se il clima dovesse diventare freddo.

Il continente sta esaurendo il tempo per riempire i suoi siti di stoccaggio ormai esauriti, prima dell’inizio della stagione invernale, con le scorte al livello più basso in oltre un decennio. La crisi energetica è già qui, in Europa?

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