L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 settembre 2021

Gli infermieri si ammalano dopo due dosi di vaccini sperimentali, acqua fresca inutile ? e le istituzioni non rispondono

Ma allora sono i vaccini che fanno venire il Covid!?!

e Salvini aveva ragione

Deduzione logica dopo l’informazione e l’allarme lanciato da Antonio De Palma, presidente del sindacato infermieri Nursing Up  e riportato da  Imola Oggi :

Covid: in 30 giorni contagiati 1848 operatori sanitari vaccinati

Il sindacalista cita “i dati  dell’Istituto Superiore della Sanità”  che “ sono inconfutabili e non possono passare, pericolosamente, sotto traccia. 1848 operatori sanitari contagiati negli ultimi 30 giorni: numeri preoccupanti, se si pensa che sono trascorsi ben 17 mesi dall’inizio della Pandemia, e il 70% degli italiani, ovviamente compresi infermieri e medici, sono stati sottoposti alle due dosi di farmaco anti-Covid”.

“Non ci troviamo solo di fronte alla problematica, fin troppo sottovalutata, della non totale efficacia dei vaccini”,   continua De Palma . Lo sapevamo, noi infermieri, quando abbiamo deciso di sottoporci, coscientemente, in massa, alle somministrazioni. Ne erano e ne sono a conoscenza i cittadini. Ma non ci vengano a dire, di fronte all’esplodere delle varianti, che è tutto sotto controllo e che dovevamo aspettarcelo”.

Il sindacalista mette in luce la reticenza, per non dire l’omertà, che sulla faccenda manifesta il potere Speranza-CTS:

“Ci indigna non sapere cosa sta accadendo realmente. L’Inail parla chiaro: l’82% degli operatori sanitari che si ammalano, nel comparto sanità, sono ancora infermieri. La categoria, che oggi, in assoluto, è al primo posto come numero di decessi, tra tutti i lavoratori italiani, è la nostra. Qui non si tratta di sterili polemiche, siamo quelli abituati a combattere e a farlo nel silenzio  delle corsie degli ospedali.

“Ma se ad oggi, 50 infermieri al giorno, quasi tutti vaccinati, si ammalano ancora di Covid, abbiamo diritto a una spiegazione. Vogliamo che sia fatta luce su quanto sta accadendo. Le Direzioni sanitarie italiane, chiariscano immediatamente quanto sta accadendo nelle ultime settimane nei loro ospedali.

“In particolare, nella Regione Lazio, le cronache giornalistiche, supportate dalle indagini interne dei nostri referenti, ci raccontano di situazioni non del tutto chiare. Prima quella del Sant’Eugenio, dove ben tre reparti, Nefrologia, Geriatria e una parte di Medicina, avrebbero vissuto nei giorni scorsi un vero e proprio focolaio. Il condizionale resta d’obbligo, perchè nessuno ha voluto rispondere ai nostri quesiti, e noi ci chiediamo perché. Con tanto di richieste ufficiali, abbiamo preteso di conoscere, è nei nostri diritti, il numero degli operatori contagiati al Sant’Eugenio“.

“Vogliamo conoscere la verità”

“L’unica replica ufficiale che è arrivata ci ha lasciato di sasso: è tutto risolto! Quando per due giorni i nostri referenti ci hanno messo al corrente di decine di operatori sanitari in fila al drive in per effettuare i tamponi. Adesso, al caso Sant’Eugenio, si aggiunge quello dell’Ospedale dei Castelli, con il reparto chirurgia chiuso a nuovi ricoveri. Vogliamo conoscere la reale situazione dei professionisti della sanità, in merito ai nuovi contagi, in particolare di chi è stato già vaccinato a inizio anno.

Vogliamo comprendere fino a che punto gli infermieri già vaccinati si stanno ammalando di nuovo, vogliamo sapere se questa impennata di casi è stata presa in considerazione dagli organismi di vigilanza al fine di valutare la reale efficacia del vaccino. Insomma, se in un contesto tanto ristretto, cioè quello degli ospedali italiani, dove il rischio di imbattersi nel virus è superiore, in un solo mese il numero dei nuovi operatori sanitari infettatati è schizzato a quota 2000 nonostante tutte le norme di prevenzione oggi applicate, dalle mascherina alle tute ed ogni quant’altro, cosa accadrebbe ai normali cittadini vaccinati, se ci fosse una recrudescenza di pervasività del Sars-Cov 2, e quindi se il virus tornasse a circolare, anche per poco tempo, nelle scuole, negli uffici o nei locali pubblici italiani dove non c’è lo stesso livello di utilizzo degli strumenti di prevenzione?”

“Chiarezza sulla terza dose”

“Se il numero di cittadini re-infettati in rapporto al loro numero complessivo fosse percentualmente analogo a quello degli infermieri che oggi si infettano negli ospedali – conclude il presidente del sindacato degli infermieri italiani -, potremmo davvero essere certi dell’attuale, dichiarato, livello di protezione attribuito ai vaccini?

I dati dell’Iss vanno presi sul serio: nessuno ha il diritto di nascondere la veritàquando in ballo c’è la salute degli infermieri e dei cittadini. Vogliamo sapere cosa succede nelle aziende sanitarie pubbliche. Troppo comodo chiudere a qualsiasi informazione verso l’esterno. Chi ha paura dell’opinione pubblica? Chi ha paura dell’azione del sindacato e di quella degli organi di stampa?”

“Gli screening sulle condizioni di salute degli operatori già sottoposti alle  vaccinazionio, e in particolare il controllo dei loro livelli anticorpali, ci risultano sporadici, salvo rari casi. Non possiamo certo aspettare le esplosioni dei focolai per effettuare tamponi di massa tra i dipendenti del Ssn. Così come occorre chiarezza, una volta per tutte, in merito alla terza dose.

Lo abbiamo già chiesto espressamente con un recente comunicato. Appare evidente che, alla luce dei nuovi contagi, siamo di fronte oggi ad una potenziale riduzione dell’immunità per gli infermieri che si sono vaccinati tra gennaio e febbraio 2021. Cosa stiamo aspettando a prendere decisioni risolutive, e soprattutto certe e valide per tutti?”  https://calabria7.it

Tre giorni prima di questo drammatico allarme,  Matteo Salvini aveva detto: “In Israele sono tutti vaccinati e il virus sta girando tra migliaia di persone. Il problema non sono i non vaccinati, ma il virus che varia. Le variazioni nascono come reazione ai vaccini”.

Naturalmente tutti i mainstream media, prime le tv, a sparagli addosso coi più grossi calibri:  ignorante e irresponsabile,  bufalaro. La Stampa di Torino, col ditino alzato

 

 

Perché è falsa la frase di Matteo Salvini sui vaccini che provocano le varianti

https://www.lastampa.it › news › per…

Repubblica:

La replica degli esperti: “Ognuno parli di quello che sa”

Il Fatto quotidiano:

Smentita degli esperti, da Galli a Bassetti: “Frasi profondamente sbagliate”

Huffington Post:

Le dichiarazioni del leader della Lega a L’aria che tira sono state smentite dagli esperti

Una reazione così urlata  rivela  il  panico tipico dei cortigiani dell’imperatore quando un bambino qualunque  esclama: “Ma il re è nudo!”, e una ancor più spessa coltre di    malafede. Perché “gli esperti” chiamati a smentire e  insultare il segretario leghista, proprio perché esperti, non possono non sapere che egli non ha fatto che ripetere quello che aveva appena ammesso il capo del governo israeliano, Naftali Bennet, e che sappiamo persino noi ignoranti:  in Israele, paese più vaccinato,

“La popolazione più vulnerabile adesso, sembra paradossale, è quella che ha ricevuto solo due dosi, ma non ancora la terza.  Quelli che non si sono vaccinati affatto in questo anno e mezzo NON SI AMMALANO,  probabilmente perché vivono chiusi in casa o cose simili”.

bennet 3 dose

Naturalmente Bennet trae da questa ammissione   l’invito agli israeliani   farsi la terza dose ( Netanyahu ha parlato di quarta, una ogni sei mesi).  E’ questa  la ”scienza”    in cui ci invitano a d aver fede?

Invece, specie dopo   il fatto che 1843 infermieri italiani sono infettati da Covid benché vaccinati,  il pensiero scientifico-logico e sperimentale dovrebbe  chiedersi, in via di ipotesi: “Non è che  è  il siero da loro chiamato vaccino quello che fa ammalare i sani?”.  Non merita quest’ipotesi  un’indagine scientifica?

Invece,reticenza, omertà.

La  cosa è particolarmente singolare perché Il Covid, da cui vengono colpiti i vaccinati, è oggi praticamente inesistente nella popolazione generale – come ogni coronavirus che d’estate, col caldo e la vita all’aperto scompare. Solo dalle mitragliate di tamponi sappiamo che ci sono alcuni “positivi” al  Covid, positivi beninteso “a-sintomatici”, ossia sani come un pesce.

Se  risultasse poi che i vaccinati   tendono ad ammalarsi  anche gravemente,  il pensiero scientifico, che consiste nel farsi domande e non di censurarle, dovrebbe chiedere: maè poi veramente Covid, quello di cui si  ammalano i vaccinati?  Un coronavirus che praticamente in questi mesi non esiste nella popolazione, colpisce loro? Cosa sta provocando la nota proteina spike negli organismi in cui circola?

Che i vaccinati si ammalino “più gravemente” è escluso dalla Scienza piddino-ufficiale, e soprattutto da quel grande scienziato che è Mario Draghi: “Chi non si vaccina si ammala e muore”, ha sancito, ed a questa certezza granitica  l’Italia del potere si attiene.

Il punto è che dal solito Israele, arriva la notizia contraria: sembra proprio che il cosiddetto vaccino faccia ammalare “più gravemente”,  di un simil-influenzale,  in piena estate. Avvenire:

Covid. Si ammalano e muoiono 34 vaccinati. Studio clinico su come prevenire questi casi

“In Israele 152 persone vaccinate con la doppia dose di vaccino Pfizer e nonostante questo ricoverate in 17 ospedali del Paese, sono stati inclusi in uno studio per capire come mai il virus abbia “bucato” le difese innalzate dal vaccino—Lo studio ha evidenziato come tra i 152 soggetti seguiti, 38 hanno sviluppato sintomi severi e di questi 34 persone sono morte [morte di Covid! O di vax?]  L’interrogativo era capire come mai il vaccino fosse risultato inefficace.

E mica lo dice un Salvini qualunque. No, “La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Clinical Microbiology and infection” ed è stata condotta in 17 ospedali israeliani sotto la guida di Tal Brosh-Nissimov, dell’Università Samson Assuta Ashdod e dell’Università Ben Gurion”.

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/due-dosi-vaccino-israele

Beninteso, ci si affretta ad  aggiungere la solita scusa: “Si trattava di pazienti anziani e che soffrivano di diverse condizioni, come ipertensione (71%), diabete (48%), demenza”,  anche se , a sottilizzare, nessuno muore di diabete né di demenza o dfi ipertensione… “Tutti, inoltre, avevano un sistema immunitario indebolito che, nel 40% dei casi, era anche già compromesso”.  Certo, come no. Una scienza che si facesse domande si domanderebbe se, per caso  – puro e assoluto caso  – non sia stato  proprio il sierd a compromettere il sistema immunitario. Domanda che  nessuno deve farsi altrimenti è un no- vax.

Ora il sindacalista degli infermieri chiede risposte. Dal Comitato tecnico scientifico, dalla cosca Speranza. Secondo voi le avrà?

(Alcune immagini fuori testo: i malori)

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