L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 20 settembre 2021

Immigrazione di Rimpiazzo - Le istituzioni italiane garantiscono alle navi che fanno la tratta degli schiavi la piena libertà d'azione, nello specifico alla Ocean Viking

È ripartita l'Ong che porta tutti i migranti in Italia

19 Settembre 2021 - 15:45

Ocean Viking di fronte alla Libia. Soccorsi 25 naufraghi. Nelle ultime missioni ha sempre fatto approdo in Italia


I siti di tracciamento la segnano non distante di fronte alle coste della Libia. Da lunedì nave Ocean Viking di Sos Mediterranee solca le onde del Mediterraneo per l’ennesima missione Sar. Quanto durerà non è chiaro, ma una certezza praticamente l'abbiamo: se e quando l’Ong riuscirà a recuperare migranti (ieri ne ha salvati 25, tra cui un bambino), li porterà quasi sicuramente in Italia. Si accettano scommesse: la Ocean Viking chiederà un porto sicuro dove sbarcare, il Belpaese ne assegnerà uno e gli stranieri diventeranno un problema tutto italiano.

Lo si capisce leggendo il diario di bordo della Ong nata dall'unione di più associazioni italiane, tedesche, francesi e svizzere. Dal agosto 2019 ad oggi, cioè da quando la nuova Ocean Viking ha sostituito la vecchia Aquarius, le missioni umanitarie di Sos Mediterranee si sono sempre concluse in Italia tranne in due occasioni. Cinque volte a Pozzallo, quattro ad Augusta, tre a Taranto. E poi Porto Empedocle, Lampedusa e Messina. In totale, si contano almeno 4.157 clandestini traghettati nel Belpaese nei due anni segnati dal Covid. L'ultima operazione risale al periodo tra il 15 giugno e il 3 settembre scorsi, quando l’imbarcazione da 69,3 metri ha caricato a bordo 1.127 persone. Dopo diverse operazioni di salvataggio, e altrettante richieste di un porto sicuro agli Stati affacciati sul Mare Nostrum, il 9 luglio ne ha portati 572 ad Augusta e l’11 agosto altri 549 a Pozzallo. Malta e Tunisia non pervenute.

Dai tempi di Salvini al Viminale i rapporti dell’Ong con l’Italia sono migliorati, anche se non sono idilliaci. L'assegnazione di un porto non è immediata. A luglio del 2020 la Ocean Viking è stata posta sotto sequestro per alcune “irregolarità” trovate a bordo durante un’ispezione. E pure con i libici gli scontri sono all'ordine del giorno. Fatto sta che l'attività della nave solidale non si è mai fermata davvero: lunedì è di nuovo salpata da Marsiglia nelle scorse ora è arrivata nel lembo di mare davanti alla Libia. Presto, se lo scontato copione non verrà cambiato, è potrebbe prendere la volta dell'Italia con a bordo un carico di naufraghi.

Si tratta di fenomeno che si va a sommare a quello, sempre in crescita, degli sbarchi autonomi: nell’ultimo anno solo a Lampedusa, sono arrivati oltre 20mila stranieri. Nell'hotspot di contrada Imbriacola, che può ospitare al massimo 250 persone, si sono raggiunti picchi di 1.500 presenze. Nell'ultima settimana una raffica di 32 barchini ha portato 716 immigrati sull'isola, già al collasso. Che poi Lampedusa è solo la fotografia di un trend più ampio: nel 2021 l’Italia ha accolto 42.186 migranti, contro i 21mila del 2020 e i circa 6mila dell'Era Salvini. Una crescita esponenziale su cui si innesta anche il rinnovato attivismo delle Ong. Altra gatta da pelare per il ministro Lamorgese, sempre più nel mirino della Lega.

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