L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 settembre 2021

In India, gli stati che hanno usato Ivermectina, hanno azzerato l'influenza covid

Covid, negli stati indiani che hanno utilizzato l’ivermectina la pandemia è quasi azzerata: i DATI

Tra aprile e maggio 2021, alcuni stati indiani hanno adottato profilassi e cure precoci contro il COVID-19 basati sull’ivermectina: in questi stati, la pandemia è stata quasi azzerata in due mesi. I dati

Autore articoloA cura di Beatrice Raso
Data dell'articolo13 Settembre 2021 16:36


La pandemia da SARS-CoV-2 va avanti da oltre 1 anno e mezzo e sempre più esperti sostengono l’importanza di trovare altre terapie, oltre i vaccini, che possano aiutare i pazienti ad evitare le forme gravi della malattia, per scongiurare ricoveri e decessi. C’è un farmaco che è recentemente finito al centro del dibattito: l’ivermectina, un antiparassitario che esiste da 40 anni, dalle proprietà antivirali e antinfiammatorie molto potenti.

Mentre istituzioni come OMS e CDC statunitense ne sconsigliano l’uso, il gruppo di scienziati della FLCCC (Front Line COVID-19 Alleanza per le cure critiche – Protocolli di prevenzione e trattamento per COVID-19) l’ha posta al centro dei suoi protocolli. Uno studio ha dimostrato che l’ivermectina riduce il rischio di contrarre il COVID-19 del 90% e la mortalità dal 68% al 91%.

Tra aprile e maggio 2021, alcuni stati indiani (ad esempio Delhi, Uttar Pradesh, Goa, Karnataka, Uttarakhand) hanno adottato profilassi e cure precoci basati sull’ivermectina. Altri stati hanno seguito i consigli dell’OMS, ossia vigile attesa e vaccini (come Tamil Nadu, Assam, Kerala). Si può notare una grande differenza per quanto riguarda l’andamento dell’epidemia nei due diversi gruppi. Nel primo gruppo, quello degli stati che hanno adottato l’uso dell’ivermectina, la pandemia è stata quasi azzerata in 2 mesi, nonostante un basso numero di vaccinazioni. Nell’altro gruppo, la situazione epidemiologica rimane grave.

I grafici seguenti illustrano bene la situazione attuale.








Facendo un confronto con i dati dello scorso anno, a metà settembre 2020, lo stato di Delhi registrava oltre 4.000 casi al giorno mentre ieri, 12 settembre 2021, erano appena 22 e sono costantemente sotto soglia 100 dall’inizio di luglio, dopo un picco di circa 25.000 casi giornalieri a fine aprile. I decessi, che avevano raggiunto il picco il 3 maggio con 448 morti in un giorno, si sono praticamente azzerati a partire da luglio 2021.

Stesso discorso vale per l’Uttar Pradesh. Mentre a metà settembre 2020, i casi giornalieri erano oltre 6.000, il 12 settembre 2021 erano appena 21, dopo il picco di quasi 33.000 a fine aprile. I decessi, che avevano raggiunto il picco il 7 maggio con 372 morti in un giorno, ora sono praticamente azzerati.

Lo stesso andamento epidemiologico si può osservare per gli stati di Goa, Uttarakhand e Karnataka. In quest’ultimo, a metà settembre scorso, i casi giornalieri erano oltre 9.000, mentre ora sono intorno ai 1.000 dopo un picco di quasi 50.000 a inizio maggio. I decessi sono ora nell’ordine di poche decine al giorno, dopo un picco di oltre 500 decessi giornalieri a fine maggio.

Lo stato del Kerala, tra quelli che non hanno utilizzato l’ivermectina, si trova ancora in una situazione difficile, con oltre 20.000 casi giornalieri e circa 100-200 decessi giornalieri da metà maggio in poi.

Un medico in pensione del distretto di Kodagu, nello stato di Karnataka, ha scritto all’Union Health Minister, suggerendo l’ivermectina come un farmaco sicuro ed economico per curare i pazienti colpiti da COVID-19. La Dott.ssa Kavery Nambisan, che attualmente gestisce una clinica privata a Ponnampet, ha dichiarato: “dallo scorso ottobre, ho curato pazienti COVID a Kodagu con l’ivermectina. Quando il paziente mostra segni e si sospetta sia stato contagiato dal COVID, si inizia il ciclo con l’ivermectina. Ogni volta che un paziente che era risultato positivo si avvicinava a me, prescrivevo all’intera famiglia del paziente un ciclo di ivermectina per fermare la diffusione del COVID”.

Nella sua lettera al Ministero della Salute, Kavery ha affermato che l’ivermectina, soprattutto nelle prime fasi della malattia, è molto efficace e sicura poiché non ha alcun effetto collaterale: “è più sicura di qualsiasi antibiotico attualmente in uso ed è economica. Anche se un paziente che ha usato l’ivermectina prende il COVID, sarà un attacco lieve e non grave. La percentuale di pazienti che avranno bisogno di ricovero, ossigeno e terapia intensiva sarà notevolmente ridotta con l’uso dell’ivermectina”.

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