L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 16 settembre 2021

Io combatto il terrorismo, tu combatti il terrorismo ma io lo combatto meglio di te, nonostante il mio fallimento dopo più di dieci anni e dopo che ho già annunciato la conclusione dell'operazioni attuali che stanno in piedi. Se tu combatti il terrorismo ma non con me allora ti tolgo i finanziamenti internazionali. Logica ineccepibile

Mille contractors russi in Mali
14 settembre 2021


L’Agenzia di stampa Reuters ha rivelato ieri citando diverse fonti diplomatiche che sarebbe vicino un accordo tra Mosca e Bamako che consentirebbe ai contractors russi di operare in Mali, estendendo l’influenza russa sugli affari di sicurezza in Africa Occidentale in aperta rivalità con la Francia, ex potenza coloniale in quella regione.

Parigi ha avviato una campagna diplomatica per scoraggiare la giunta militare del Mali dal formare tale accordo, che consentirebbe alla società militare privata russa Wagner Group di estendere le sue attività anche su questa nazione africana.


Una fonte europea che segue l’Africa occidentale e una fonte di sicurezza nella regione hanno affermato che potrebbero essere coinvolti almeno 1.000 mercenari mentre altre due fonti sentite da Reuters ritengono che il numero possa essere inferiore.

Quattro fonti hanno affermato che il gruppo Wagner sarebbe pagato circa 6 miliardi di franchi CFA (10,8 milioni di dollari) al mese per i suoi servizi che includerebbero addestramento e consulenza alle forze armate locali e protezione alle figure chiave del governo e delle istituzioni nell’ambito del contrasto agli insorti jihadisti.

Parigi, i cui rapporti con il governo del Mali sono da tempo tesi, ha avviato un’offensiva diplomatica che include il coinvolgimento di USA e altri partner l’aiuto di partner per convincere la giunta del Mali a non ratificare l’accordo con Mosca.

La Francia è preoccupata che l’arrivo di mercenari russi possa minare la sua decennale operazione antiterrorismo contro al-Qaeda e gli insorti legati allo Stato Islamico nella regione del Sahel in una fase in cui il presidente Emmanuel Macron (nella foto sotto) ha annunciato l’obiettivo di concludere l’Operation Barkhane composta da 5.000 militari francesi e rilanciare il coinvolgimento dei partner europei sul modello della Task Force Takuba.

Non ci sono state reazioni ufficiali all’iniziativa russo-maliana dal ministero degli Esteri francese ma una fonte diplomatica ha criticato, parlando con la Reuters, gli interventi del Gruppo Wagner in altri Paesi africani.

“Un intervento di questo attore sarebbe quindi incompatibile con gli sforzi compiuti dai paesi del Sahel e dai partner internazionali impegnati nella Coalizione per il Sahel per la sicurezza e lo sviluppo della regione”, ha affermato la fonte francese.


Un portavoce della giunta militare del Mali, che ha preso il potere con un colpo di stato militare nell’agosto 2020, ha affermato di non avere informazioni su un simile accordo.

Il portavoce del ministero della Difesa del Mali ha invece dichiarato che “l’opinione pubblica in Mali è favorevole a una maggiore cooperazione con la Russia, considerata l’attuale situazione della sicurezza ma non è stata presa alcuna decisione”.

Nessun commento, rileva sempre la Reuters, dai ministeri della Difesa e degli Esteri russi.

Altre fonti diplomatiche hanno commentato che la presenza dei mercenari russi metterebbe a repentaglio il finanziamento del Mali da parte dei partner internazionali e le missioni di addestramento alleate: quella francese recentemente sospesa, quella della Ue EUTM-Mali, oltre alla missione dell’ONU MINUSMA.

I contractors del Gruppo Wagner sono già presenti in Libia, Repubblica Centrafricana e in altre nazioni africane mentre il consolidamento delle relazioni militari tra Russia e Mali sono in atto da tempo con nuove forniture militari (nella foto sotto uno degli elicotteri Mi-35 recentemente consegnati) e con la visita a Mosca del ministro della Difesa, Sadio Camara, a inizio settembre.


Una fonte del ministero ha affermato che la visita è avvenuta “nel quadro della cooperazione e dell’assistenza militare” e non ha fornito ulteriori dettagli. Il ministero della Difesa russo ha affermato che il viceministro della difesa Alexander Fomin ha incontrato Camara durante un forum militare internazionale e “ha discusso in dettaglio dei progetti di cooperazione per la difesa e delle questioni di sicurezza regionale relative all’Africa occidentale”.

A fine luglio il Mali ha firmato un accordo di cooperazione militare con la Cina.

Foto: Twitter, Presidenza della Repubblica Francese, Ministero della Difesa del Mali

Leggi l’articolo di Francesco Palmas “Il ritorno dei russi in Africa”

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