L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 settembre 2021

La politica sanitaria imposta dal CAPITALISMO GLOBALE TOTALIZZANTE viene sconfitta in Nicaragua

16 Settembre 2021 17:32
No a isterismi e lockdown. Covid, l'esempio virtuoso del Nicaragua

La Redazione de l'AntiDiplomatico


Tutela della salute pubblica o scelte dettate da una ben determinata agenda politica? Sin dall’inizio di questa pandemia ci si arrovella intorno a questo interrogativo. In particolare quando taluni governi insistono nel portare avanti ben determinate politiche affermando che si tratta di misure assolutamente necessarie per contrastare la pandemia e fermare il diffondersi dei contagi.

Molti governi hanno puntato sin dall’inizio su limitazioni generalizzate, restrizioni, confinamenti dal sapore mediavela affermando che si trattava di misure dolorose ma necessarie per fermare il contagio. In realtà abbiamo constatato che si tratta di scelte politiche tutt’altro che necessarie. Ci sono infatti paesi che pur adottando strategie diverse, senza confinamenti o lockdown, hanno fatto registrare ‘performance’ finanche migliori a quei paesi, - come l’Italia - dove ci sono state chiusure lunghe rigorose.

Tra questi paesi sicuramente possiamo annoverare il Nicaragua. Il governo sandinista del Comandante Daniel Ortega ha scelto di non procedere verso chiusure, pur adottando misure precauzionali di buon senso. Il risultato è che nel paese centroamericano i contagi sono sotto controllo, gli ospedali non in sofferenza. Insomma, il paese ha retto bene l’urto della pandemia, nonostante si trovasse anche ad affrontare l’ostilità statunitense, dei paesi vassalli di Washington e delle immancabili ONG sempre attive nella destabilizzazione di paesi indipendenti e sovrani come il Nicaragua sandinista.

L'organizzazione non governativa Observatorio Ciudadano Covid-19 del Nicaragua ha chiesto urgentemente alla popolazione - questo mercoledì - di avviare una quarantena volontaria, visto quello che considerano "un picco di pandemia" che sta attraversando il Paese e che ha causato, si dice, un "crollo del sistema sanitario”.

"A 17 mesi dall'inizio della pandemia di coronavirus in Nicaragua, è stata evidenziata la mancanza di volontà delle autorità nazionali e sanitarie di adottare le misure necessarie per preservare la salute e la vita della popolazione nicaraguense, motivo per cui è urgente che il popolazione civile si organizzi e si disponga all'assistenza collettiva e autogestita", afferma l'Osservatorio in una nota.

Secondo il comunicato dell'Osservatorio, le stesse autorità sanitarie hanno segnalato tra novembre 2020 e aprile 2021 una media di 60 nuovi contagi a settimana, mentre in un rapporto di questo martedì hanno segnalato 568 casi l'ultima settimana di agosto. In totale, il Ministero della Salute riconosce 11.916 casi e 200 decessi dalla comparsa della pandemia nel marzo 2020.

Il Comandante Daniel Ortega, però, in occasione di un evento pubblico ha colto l’occasione per chiari sulla situazione e ribadire che il Nicaragua non implementerà misure di confinamento: “I cittadini del Nicaragua hanno affrontato la pandemia con grande maturità, responsabilità, consapevoli che rinchiudersi è come seppellire la testa come lo struzzo e morire. E' stato dimostrato nei Paesi che volevano sottomettere, costringere le persone, anche incarcerando chi non ha rispettato il confinamento; che quella non era la soluzione. Piuttosto, ha causato più morti e problemi intrafamiliari (…) Bisogna saper uscire in strada, farlo con attenzione, bisogna saper andare al lavoro, farlo con attenzione. Ogni giorno, anche senza epidemia, se non ci si muove con attenzione si muore per incidente”.

Dalle parole di Ortega si evince che il Nicaragua grazie alla sua indipendenza e sovranità riesce a decidere autonomamente la propria strategia di contrasto al Covid. Con una politica che ascolta i medici ma poi prende le decisioni necessarie e capaci di conciliare la tutela della salute pubblica con i l diritto delle persone a poter vivere e lavorare. Insomma, la politica ascolta i consigli e le raccomandazioni dei medici, ma poi assume le decisioni necessarie. Al contrario di quanto avviene alle nostre latitudini.

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